A Ceglie Messapica da qualche mese è sbocciata un’associazione unica nel suo genere, in cui si insegna l’antica arte del cucito: ricamo, chiacchierino, uncinetto e tombolo, sono alcune delle tecniche specifiche che si tramandano in questa “scuola speciale”, che nasce con lo scopo di trasmettere ai giovani un artigianato che negli ultimi anni è andato via via scomparendo.
Sono state quattro donne a ideare il collettivo “Ceglie: arte e cultura nel tempo”, un’iniziativa ben accolta dal Comune, che ha l’obiettivo di intercettare le ultime generazioni e recuperare la tradizione: le “prof” in questione sono Rosa Lerna, che si occupa di ricamo e chiacchierino, Lina Palmisano, maestra di taglio e cucito, Bianca Rodio, che lavora all’uncinetto ed è anche pittrice, e Donata Nacci, specializzata in tombolo e oggettistica.
“Vorremo che le ragazze e le donne imparino ad utilizzare le mani, perché non sono più abituate a farlo – raccontano le maestre a Telebari – Il lavoro artigianale non implica solo l’uso delle mani, ma anche una buona dose di creatività e fantasia”. Tra i meravigliosi manufatti creati dalle fondatrici dell’associazione, potrete trovare collane, bracciali, sciarpe, borse, cappelli, inserti e quadretti. Sono oggetti che attraggono senza dubbio i turisti, principalmente stranieri: dopo pochi giorni dall’apertura in piena estate, “Ceglie: arte e cultura nel tempo” è infatti stata presa d’assalto dai vacanzieri di tutto il mondo, addirittura il materiale non era sufficiente a soddisfare le innumerevoli richieste.
“Non ci aspettavamo questa affluenza”, ci dicono orgogliose, “ma è stata una grande soddisfazione”. L’associazione ha anche dato il via ai corsi che vedono già i primi iscritti, entusiasti di iniziare questo percorso, per sperimentare un viaggio a cavallo tra passato e presente. Le opere realizzate durante i workshop verranno poi esposte al pubblico, mentre la prossima mostra verrà presentata durante il periodo natalizio all’interno del maestoso Castello Ducale, e ci sarà inoltre un banco riservato alla beneficenza.
Chiacchierino e tombolo sono termini generalmente poco conosciuti, ma le maestre ci spiegano che con questa terminologia si fa riferimento a due differenti arti del cucito, entrambe molto antiche. Il chiacchierino è nato probabilmente nel ‘700, in un carcere inglese in cui si chiacchierava molto, per questo motivo i detenuti venivano tenuti occupati con i nodi, che devono essere contati uno per uno, ed è un lavoro certosino che necessita di concentrazione e silenzio.
Per lavorare il tombolo invece (chiamato anche merletto o pizzo) si utilizzano un cuscino e dei fuselli, la merlettaia intreccia così i fili dell’ordito con la trama a partire dal disegno. Anche le origini del Tombolo risalgono al ‘700, ed era praticato nelle ricche famiglie di Francia e Inghilterra. “Il prodotto industriale è fatto in serie, mentre quello artigianale è un pezzo unico realizzato con le mani, l’intelligenza e l’esperienza dell’artigiano – concludono le maestre di Ceglie – vogliamo trasmettere la bellezza perché si tratta di arti raffinate che non vogliamo perdere, noi ce la stiamo mettendo tutta”.






