Dalle edicole votive per San Michele alle maschere apotropaiche sulle porte, attraversando i cunicoli degli ipogei sotterranei. Una serie di tesori inosservati nascosti tra i vicoli del centro storico di Carbonara: un patrimonio da scoprire e che viene portato alla luce grazie all’impegno delle associazioni Bari in IV e Voglia di crescere, che hanno accompagnato, partendo dal mercato coperto, alcuni cittadini lungo un percorso storico e culturale sconosciuto ai più.
In pochi sanno, per esempio, dell’esistenza di un castello a Carbonara. Oggi resta poco della struttura originaria, ma si distingue la grande torre che delimitava il nucleo abitativo originario. Al di sotto, una struttura ipogea è stata completamente recuperata con la creazione di uno spazio dedicato a San Michele, Santo protettore di Carbonara. Di qui un sistema di cunicoli che nel 1090 circa consentiva al Principe Boemondo d’Altavilla di raggiungere addirittura il porto di Bari. Almeno, così narra la leggenda.
Ma questo patrimonio passa anche da altri tesori, come l’Arciconfraternita di San Michele, gli edifici religiosi e i richiami al mondo pagano che caratterizzavano comunque il folclore delle società del passato: per esempio, la maschera di Bacco in prossimità di quella che doveva essere una cantina. Un desiderio di riportare la cultura in un territorio che vuole emergere dalle difficoltà che spesso caratterizzano la periferia, tornando ad essere il centro anche in una città grande come Bari.







