Tutelare i ‘bassi’ di Bari vecchia dallo sviluppo sfrenato del turismo, che li sta trasformando tutti in bed&breakfast. E’ l’appello di Michele Cassano, presidente dell’associazione ‘I custodi della bellezza’, nato e cresciuto nel centro storico della città. Telebari da tempo si sta occupando di come sta cambiando la città di Bari, sempre più turistica. La positiva crescita dei dati su arrivi e partenze porta con sé fenomeni inevitabili (forse) e simili in tutte le città d’arte italiane. Molti sindaci (da Firenze a Venezia) stanno invocando una legge per tutelare le capitali della cultura dallo sviluppo sfrenato degli affitti turistici.
Sul tema abbiamo intervistato l’assessora al Turismo di Bari, Ines Pierucci (guarda qui). Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Michele Cassano.
“Il giorno di Pasqua la città antica di Bari, nonostante il tempo inclemente, è stata invasa come succede ormai da tanto tempo dai turisti. Quest’afflusso di turisti, che ormai è una certezza, ha permesso l’apertura di tanti bed&breakfast che hanno sostituto i ‘bassi’ (abitazioni al piano terra chiamati a Bari ‘sottani’), che hanno portato benessere e lavoro a tanti baresi che hanno investito in questa attività. Fin qui tutto bene. Il fatto negativo è che queste aperture, talvolta senza regole, hanno causato la trasformazione dei ‘bassi’ in attività ricettive, causando il trasloco delle persone che vi abitavano, e stravolgendo così l’identità del centro storico barese.
Sono cresciuto con la cultura del ‘basso’. Molti giorni ho trascorso, soprattutto nei mesi estivi, davanti al basso dei mie nonni paterni. Molti momenti belli ho vissuto in compagnia dei miei nonni e dei mie parenti davanti al basso, dove si discuteva, si mangiava qualcosa nei giorni di festa, si ascoltavano le storie, si stava in compagnia nelle sere d’estate per sfuggire alla calura.
Abito in Strada Incuria (nome di una famiglia tedesca trasferitasi a Bari) nel centro storico barese da tanti anni: una strada caratterizzata da tanti bassi e da una bella piazza curata dai residenti con piante e fiori. Molti sono diventati bed&brekfast. Solo tre di questi bassi sono ancora abitati da persone del posto, che spero non vadano via. Perché il basso è (anche) per giunta un’attrazione turistica.
Il turista si ferma a chiedere informazioni a coloro che vi abitano. I bassi sono un info-point a costo zero, dal basso provengono gli odori della cucina del giorno che invadono la strada; davanti al basso si sosta, si chiacchiera nelle serate belle d’estate, davanti al basso si grattugia il formaggio, si puliscono le rape e i fagiolini. Il tratto di strada davanti al basso è pulito e lavato ogni giorno dalla persone che vi abitano. Per carità, non sono contro i bed&breakfast, che peraltro hanno portato benessere a chi ha investito in questa attività, ma difendiamo i pochi bassi che sono rimasti, altrimenti perderemo definitivamente la nostra identità e in un futuro non lontano ce ne pentiremo”.

(In foto, la signora Maria soprannominata ‘la svedese’ fotografata qualche anno fa a Bari vecchia)







