È stata ritrovata a Triggiano, riconosciuta da un cittadino che ha allertato i Carabinieri, la Suzuki Santana rubata a Giuseppe Bufano, il 39enne che dopo la scoperta del furto aveva lanciato un appello sulle sue pagine social. L’auto, ispirata al film Jurassic Park, ha un valore affettivo e una storia di legami familiari che Giuseppe ha raccontato a Telebari in questa intervista.
Dal ricordo del papà che non c’è più alla passione per la saga, dalle mille esperienze vissute all’interno di quell’abitacolo al danno materiale del furto: quello della sua Suzuki Santana del 1988, un fuoristrada che insieme al genitore aveva rimodellato sullo stile della Jeep Wrangler utilizzata dai protagonisti dei film di Jurassic Park. Protagonista della vicenda, suo malgrado, è il 39enne barese Giuseppe Bufano. Volontario della Croce Rossa dal 2005, ingegnere meccanico e tecnico di impianto Amiu a cui nelle scorse ore hanno rubato un’auto davvero particolare.
“Me l’aveva regalata mio padre tre anni e mezzo fa – racconta a Telebari -. Avevo vinto un concorso Croce Rossa e mi spedirono a Potenza, ero in difficoltà negli spostamenti tra la neve della Basilicata e da buon genitore decise di aiutarmi. Era una ‘semplice’ Santana. Durante il lockdown l’abbiamo modificata insieme, rendendola simile all’auto di Jurassic Park. Io nella parte meccanica e lui nella parte visual. Abbiamo arredato la livrea con loghi e numeri, come nei film della saga. Oscurato i vetri. Ci siamo occupati del rialzo della vettura e dell’allargamento della carreggiata. Abbiamo montato la radio di bordo con l’antenna ed i fari supplementari. Tutto insieme, nel nostro garage”.
Lo stesso garage, in via Camillo Rosalba, da cui l’altra notte è sparita. “Nella blasonatissima Poggiofranco – sottolinea sarcasticamente Giuseppe – e all’interno di un condominio. Nel garage c’erano altre macchine ben più costose della mia, ma evidentemente i ladri avevano preso di mira quella. Del resto, non è un’auto che passa inosservata. Quando la portavo in strada i bambini si giravano, quando la parcheggiavo in tanti si avvicinavano chiedendomi la possibilità di fare una foto. Sia qui sia in Basilicata, dove l’ho usata con orgoglio fino a quando non sono tornato a Bari, dopo aver vinto il concorso per l’assunzione in Amiu”.
Buon valore economico, enorme valore affettivo. “Papà l’aveva pagata 3mila euro, adesso ne valeva almeno il doppio. In giro non ne trovi a meno di 7mila – spiega ancora Giuseppe -, ma il denaro in questo caso passa in secondo piano: mio padre è morto lo scorso novembre e quel regalo era uno dei ricordi più vivi che portavo di lui. Ci eravamo dedicati insieme nel fare le modifiche e insieme eravamo poi usciti più volte per delle escursioni. Eravamo legati anche dalla passione comune per Jurassic Park, qualche settimana prima che ci lasciasse abbiamo visto insieme al cinema l’ultimo episodio della serie. Insomma, il colpo è stato davvero molto duro”.
Giuseppe, con un lungo post pubblicato questa mattina, ha deciso di sfogarsi sui social. “Quando rubate qualcosa, rubate qualcuno”, ha scritto, lanciando poi un appello per ritrovare la vettura. “Ovviamente ho sporto anche denuncia in Questura – conclude nel suo racconto a Telebari -, ma non sono molto speranzoso. So bene che le possibilità di riavere l’auto sono molto basse. Una volta di più perché la Polizia mi ha spiegato quanto sia improbabile che si dedichino alla visione delle telecamere di videosorveglianza, nonostante Poggiofranco ne sia tappezzata. Un fatto che, onestamente, non riesco a capire…”.







