Gli abiti colorati, la processione che attraversa tutto il quartiere costeggiando il mare, la frutta offerta in dono alle divinità. Torna a Torre a Mare la tradizionale festa del Cavedee organizzata dalla comunità mauriziana, un appuntamento che richiama fedeli da tutta la città e che oramai è entrato nella consuetudine anche del borgo marinaro.
Durante questa ricorrenza viene eseguito un digiuno di dieci giorni, legato a una promessa fatta alle due divinità induiste Parvati e Muruga. L’ultimo giorno vengono preparati i Cavadee, con le raffigurazioni delle divinità, che vengono portati in processione durante una grande festa con balli e canti rituali. In molti portano simbolicamente un lungo ago per tenere chiusa la bocca, come voto per concentrarsi meglio nella preghiera attraverso il silenzio.
Oltre al grande impatto coreografico che negli anni ha suscitato sempre grande curiosità attorno a questa festa le ricorrenze religiose celebrate a Bari dalla comunità mauriziana sono il chiaro segnale di una comunità tra le più integrate nel territorio: l’ultimo censimento Istat parla di 5mila persone nella popolazione residente proveniente dalle Mauritius in Italia e di 500 in Puglia concentrati principalmente nella città di Bari.
Il radicamento nel tempo, però, può far pensare che i numeri siano anche più alti, considerato anche che in tanti, di seconda e di terza generazione, sono nati e cresciuti in Italia. La vicinanza di questa ricorrenza con le festività religiose baresi costituisce una sorta di gemellaggio culturale con la città.







