“Lo faccio perché ci sono dentro, perché ci sono nata ed è la mia terra”. Ndeye Awa (Nawa) Thiam è una donna di 34 anni senegalese, fiera nell’aspetto e nella mente. Dal 2019 gestisce un’impresa di vendita d’abbigliamento e accessori di cui lei stessa è creatrice, prima in forma di temporary shop e da domenica 21 maggio nel nuovo concept store “Nawa” in via Crispi 68.
L’insegna del negozio, la cartina dell’Africa, parla chiaro: Nawa porta la sua cultura attraverso l’arte qui a Bari, nella città dove è arrivata per la prima volta nel 2013 e di cui si è innamorata. “L’intento era di partorire qui mia figlia e poi tornare subito in Senegal – sorride Nawa, mentre ci racconta la sua storia – e invece ci ho preso gusto e sono rimasta. Mi piace, mi trovo bene. La prima volta che sono venuta a Bari ho aperto le finestre, ho fatto un giro per la città, ho visitato qualche luogo e mi sono innamorata del posto e della gente: ho visto bianchi e neri insieme e per certi aspetti posso dire che siamo simili”.
Nata con l’arte nelle vene: il nonno di Nawa era scultore di tradizione familiare mentre il padre gallerista d’arte, orme che lei stessa ha seguito organizzando diverse mostre di quadri e sculture in Italia e all’estero. Poi, nel 2019 ha aperto il suo primo pop-up store per un mese nel quartiere Libertà con la creazione e vendita di abbigliamento tipico africano. “Inizialmente volevo inaugurare una galleria d’arte a Bari per mostrare alla gente la mia cultura tramite l’arte, perché l’arte è una solo lingua, è una lingua internazionale”, ci spiega. Il progetto si è presto trasformato nella vendita di abbigliamento senegalese, con tessuti e stampe originali e modelli creati dalla stessa Nawa adattandoli alla moda del posto, “mettendo sempre un tocco in più, la particolarità delle cose che si usano in Africa soprattutto in Senegal”.
Dopo il primo, anche un secondo temporary shop che andava a coincidere con il suo laboratorio, mentre intanto continuava a girare per le feste patronali e i mercatini portando i suoi abiti. “Ho iniziato così. La mia storia è un po’ strana: all’inizio non sapevo nemmeno usare ago e filo, però ho una buona manualità e ricordo benissimo di un sabato piovoso, quando sono andata a comprare la mia prima Necchi su cui ho imparato da autodidatta. È tutta pratica: non mi chiamo né sarta né designer né stilista perché secondo me è troppo, ma sono un’autodidatta che sa cucire”. E sa cucire bene.
Un negozio a tempo determinato, però, non può avere più di due mesi di vita per più di due volte all’anno. “Mi ero resa conto che serviva un punto di riferimento, perché le persone vogliono ancora venire in negozio, guardare, provare, magari anche perdere tempo e uscire senza nulla in mano. Sì, ci sono i social su cui ho preso piede soprattutto tramite i clienti che mi hanno conosciuta nelle fiere e nei mercatini (https://www.instagram.com/nawafashionwax/), ma dalla pandemia è tornata la necessità del contatto con le persone e questo è bello e non va perso!”.
“Un po’ di tempo fa mi hanno chiesto quale fosse il mio sogno e risposi avere un negozio tutto mio. Ora che addirittura ho realizzato un concept store sono contentissima”. A differenza dei precedenti pop up store, nel punto vendita di via Crispi di prossima apertura saranno presenti insieme all’abbigliamento e agli accessori anche complementi d’arredo, quadri, sculture tutti made in Senegal. Nawa ritorna all’essere gallerista, con l’arte nel cuore.
Le chiediamo se ha, quindi, realizzato il suo sogno. “Beh a metà – dice – perché io vorrei tanti concept store in Italia. Ma facciamo un passetto alla volta”. L’inaugurazione sarà domenica 21 maggio alle 17.30, con una iniziale sfilata di abbigliamento per 4 categorie – maschio, donna, bambini e ragazza – immersi nella cultura africana in tutte le sue forme.








