La storia di Giulio ha dell’incredibile per tante ragioni. Perché è una storia del Sud. Perché è una storia di sacrificio, sinergia e fiducia tra scuola e famiglia. E, grazie alle prime due motivazioni, perché Giulio è un ragazzo di 11 anni appena compiuti con un quoziente intellettivo di 146 che ha concluso il ciclo di scuola primaria nell’Istituto Comprensivo di Galatone Polo 1 e che frequenterà alcune ore di algebra, informatica nell’istituto superiore “E.Medi” di Galatone. Il primo bambino in Italia a cui è stata data questa possibilità.
La mamma di Giulio, Michela, è orgogliosa nella voce di quanto sta accadendo a suo figlio, ma soprattutto è consapevole che si tratta di una grande occasione resa possibile da un lungo lavoro di simbiosi tra diverse figure: la famiglia di Giulio, le scuole Polo1 e Medi, e l’assistenza medica della terapista Manni. Giulio ha infatti la sindrome di Asperger, che lo rende un ragazzo plusdotato. “Come genitori, io e Amedeo, il papà di Giulio, ci siamo accorti, sin da subito che qualcosa era diverso in nostro figlio perché non afferrava gli oggetti e non aveva lo sguardo sociale come invece i bimbi dei nostri amici che reagivano agli stimoli esterni. Giulio invece no”.
L’iniziale preoccupazione cerca di essere placata giustificando alcuni atteggiamenti come una maggiore curiosità o intelligenza da parte del bambino, che a 18 mesi già parlava in maniera completa, chiedendo “mamma come fa una macchina a camminare se io non premo la frizione?”. “Può immaginare la mia preoccupazione. Soprattutto perché non sapevo cosa rispondere”, sorride Michela. La diagnosi arriva presto, prima a Bari al centro di Neuropsichiatria pediatrica con la valutazione di plusdotazione e poi definitivamente a Napoli con la sindrome di Asperger. Il quadro ovviamente cambia e comincia sin da subito un percorso con la dottoressa Anna Maria Manni, terapista che conosce e segue il ragazzo sin dalla infanzia. Un percorso lungo e faticoso, racconta a Telebari la dottoressa Manni, ma che ha avuto un’evoluzione tanto positiva.
Si tratta infatti di gestire una mente adulta con il linguaggio dei bambini, stimolandola all’apprendimento, necessità primaria di Giulio che “ha continua sete di sapere e spesso in classe si annoiava nel seguire lezioni per lui molto semplici”, come ci dice mamma Michela. Sono state quindi individuate strategie e misure adatte a lui, concertate tra scuola, famiglia e psicologa: la dirigente Adele Polo dell’I.C. Polo1 di Galatone frequentato da Giulio e la dottoressa Manni parlano, quindi, della nascita di un progetto in rete ‘Ragazzi in gamba’ e del conseguente protocollo di intesa tra l’I.C. POLO 1 di Galatone e l’IISS E.Medi di Galatone. “Una rete di interventi resa possibile dai due dirigenti scolastici, Adele Polo (I.C. POLO 1 Galatone) e Anna Maria Campa (IISS E.Medi di Galatone), dai docenti dell’alunno che hanno accolto Giulio con grande responsabilità e competenza, inserendolo in un percorso didattico sull’intelligenza artificiale, robotica, sistemi di elaborazione di immagini, con la programmazione e realizzazione di APP”, afferma la dirigente Polo.
Il progetto ha dato la possibilità al ragazzo di avviare esperienze parallele: da un lato frequentare dei laboratori informatici con ragazzi più grandi, in alcune ore della giornata, per svolgere delle attività coerenti con il suo straordinario potenziale, dall’altro non staccarlo dal suo gruppo classe per condividere esperienze di socialità e di apprendimento della sua età. Inizialmente Giulio infatti era un ragazzino solitario che oggi condivide tante esperienze con i coetanei, tra musica (è batterista ed ha una piccola band) e pizze fra amici. E soprattutto ha una grande consapevolezza di sé, delle sue possibilità e dell’opportunità che gli è stata data, per cui è grata l’intera famiglia. “Spero che la storia di Giulio sia di stimolo per il futuro – tiene a sottolineare la mamma Michela – Perché le cose si possono fare, le risorse ci sono e il Sud ha tutte le carte in regola per farlo. È un lavoro sacrificante, sì, di fiducia, sì, ma si può fare”.








