La suggestione del cielo al tramonto, il naso all’insù a godere la pace del giorno che sfuma. Poi, all’improvviso, uno strano avvistamento: una palla di fuoco che cade lenta in direzione mare, talmente nitida da essere ben visibile nel video ripreso rapidamente con lo smartphone. La curiosa presenza è stata ‘paparazzata’ lunedì 10 luglio alle 20.37 a Torre a mare.
Per capire di cosa si tratti, Telebari ha chiesto aiuto al Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari. A rispondere alle nostre curiosità, è stato il professore Saverio Pascazio, docente di Fisica teorica, che ha anche avviato un confronto con altri colleghi esperti. “Siamo tutti concordi nel ritenere che si tratti di un oggetto con una quota di volo molto alta – ci spiega Pascazio, cui abbiamo mostrato il video – La ripresa è effettuata da un angolo particolare, vista dalla coda mentre l’oggetto si allontana dall’osservatore, con l’altezza del sole molto angolata. Si comprende bene che il sole è già tramontato, mentre l’oggetto è ancora ben illuminato, segno che, dalla sua prospettiva, l’oggetto vede ancora un orizzonte molto più basso”.
Una premessa ‘tecnica’, necessaria a comprendere come anche un piccolo dettaglio possa fare la differenza. Gli scienziati che hanno visionato il video, hanno formulato due ipotesi. Potrebbe infatti trattarsi di un bolide, una meteora di elevata luminosità che però solitamente compare rapida per pochi secondi. “Ad oggi però il sito della rete Prisma dell’INAF non riporta segnalazioni di ‘Fireball’ o ‘Bolidi’ di queste proporzioni – è il dubbio di Pascazio – Inoltre, se fosse un bolide, sarebbe davvero molto lento. Il video dura 17 secondi ma il fenomeno, secondo quanto riferito dai testimoni, sarebbe durato anche di più”.
La seconda ipotesi è che si tratti di “un comune aereo, con la scia ripresa da un angolo particolare: vista dalla coda, con aereo in allontanamento dall’osservatore – riflette Pascazio – Le scie degli aerei a volte hanno un’apparenza molto strana”. Difficile giungere a una conclusione unanime, trattandosi di un fenomeno ripreso da un cellulare e – ahinoi – non ripetibile, dunque non visionabile dal vivo direttamente da chi potrebbe emanare il verdetto finale. Resta la certezza della suggestione di chi lo ha casualmente incrociato.









