“Qui è tutto bellissimo. Oggi siamo stati a Shirakawa-Go, una splendida cittadina gemellata con Alberobello. Qui tutti sanno del gemellaggio, ci tengono tantissimo e sono tutti fan dei nostri trulli”. Foto e video a supporto della meraviglia raccontata a parole sono di Antonella e Antonio, pugliesi in viaggio di nozze in Giappone dopo un bellissimo matrimonio celebrato e festeggiato lo scorso 15 luglio. Lei è di Lucera. Lui è di Valenzano e da anni, come informatico, fa parte della famiglia Telebari.
La loro luna di miele, quindi, nelle scorse ore ha fatto tappa nella valle del fiume Shogawa, sul confine fra le prefetture di Gifu e Toyama: dove si trova Shirakawa-Go, letteralmente ‘vecchio distretto del fiume bianco’, sito inserito dal 1995 nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Proprio come accaduto un anno dopo, nel 1996, per i trulli di Alberobello. L’idea del gemellaggio, però, nasce soprattutto dall’avere in comune delle caratteristiche abitazioni.
I trulli di Alberobello sono noti praticamente a tutti. Quelle giapponesi di Shirakawa-Go si chiamano gassho e sono case caratterizzate da un tetto in paglia fortemente spiovente che ricorda due mani unite in preghiera. Come i trulli anche i gassho tendono verso l’alto, nei periodi invernali sono spesso ricoperti dalla neve e hanno contribuito a rendere la città nipponica patrimonio dell’umanità.
Due piccole e spettacolari città che distano quasi 10mila chilometri, ma che in realtà sono molto più vicine di quanto si possa credere. Il percorso del gemellaggio era già stato avviato nel 2005 dall’allora sindaco di Alberobello, Bruno De Luca, con un patto che la successiva amministrazione capeggiata da Michele Longo si è impegnata a rendere ufficiale nel 2018.







