“Da 4 anni i nostri prezzi invariati perché il mare non è un lusso”: la scommessa di Agri Beach contro il caro-ombrellone

Una frisa? Tre euro. L’insalata di riso a sei. Maxi ombrellone e due lettini ad agosto, massimo cinquanta. “Prezzi normali, perché non tutti possono permettersi vacanze di lusso e, soprattutto, perché non è giusto spennare turisti e clienti”. Non usa giri di parole, Massimo Pagliarulo. Da quattro anni ha creato un’oasi di relax a pochi passi dal parco archeologico di Egnazia e dalla riserva naturale di Torre Guaceto e nell’estate 2023 legge con grande spirito critico le polemiche sul caro vacanze in Puglia. Non per difesa di categoria – come si potrebbe immaginare – ma per promuovere una sorta di ‘mea culpa’ collettivo dopo l’acceso dibattito scatenatosi, non ritenuto infondato.

“Siamo diventati cari in questa zona, troppo – riflette l’amministratore del lido Egnazia Mare Agri Beach – Ormai l’area tra Polignano, Monopoli, Fasano e Savelletri è totalmente fuori mercato, almeno per gli italiani”. Massimo Pagliarulo basa le sua analisi sull’esperienza empirica e sulle statistiche personali. “Se contiamo una base di 100 turisti – spiega – 50 sono stranieri e il resto italiani. Ad agosto le vacanze sono principalmente dei nostri connazionali e dei pugliesi, ed è proprio quella fetta che stiamo perdendo a causa dei prezzi esagerati”. Il calo del 20/30 per cento di accessi è consolidato – assicura – e non facilmente recuperabile se non si corregge il tiro.

“Quando abbiamo aperto, in zona si dormiva con 100 euro a notte: ora serve più del doppio – è ancora il ragionamento di Pagliarulo – Prima avevamo persone che arrivavano dal resto della regione, dalla Bat a Gioia del Colle, anche solo per trascorrere un weekend. Adesso per un finesettimana tocca spendere anche 600 o 700 euro, è ovvio che abbiamo perso quel segmento di clienti, che preferisce prendere un traghetto e raggiungere il mare della Grecia o dell’Albania”. La controprova sarebbe facilmente riscontrabile nella disponibilità di posti letto che ancora c’è per agosto, spiega Pagliarulo. “Per giunta la zona non offre servizi adeguati, se si pensa che a Savelletri non c’è nemmeno un bankomat: abbiamo perso il senso della misura”.

La scelta di Agri Beach è invece mantenere i prezzi invariati. “Prezzi normali, li definirei, uguali da quattro estati – assicura Pagliarulo – Non esiste una ricetta giusta, basta solo pensare che la gente non sia disposta a pagare sempre di più”. Si può? “Certo che si può, da quando abbiamo aperto l’unica cosa che davvero ha pesato sono stati gli aumenti dell’energia elettrica lo scorso anno – conclude – Per il resto, quali sono i costi nella gestione di un lido? Un lettino di buona fattura, italiano, lo puoi pagare 130 euro? Ciò significa che in un paio di giorni di ingresso sei rientrato nell’investimento”.

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