“Non è la prima volta che succede. Anzi, è storia vecchia”. Il commento, in un mix di amarezza e sconforto, è di Rinaldo Allegrini: per tutti, il cantante di via Sparano. Ieri pomeriggio, nell’isolato tra via Putignani e via Principe Amedeo, Rinaldo è stato allontanato da ben 6 agenti della Polizia Locale dopo una chiamata arrivata alla sala operativa del Comando di via Aquilino. I poliziotti, stando a quanto ricostruito, sarebbero stati allertati da un professionista con sede operativa proprio davanti alla panchina scelta da Rinaldo per le sue esibizioni, evidentemente disturbato nel suo lavoro dalle grida del cantante.
“Ha lo studio al primo piano, ma fortunatamente lavora in via Sparano solo due volte a settimana: il martedì e il giovedì – racconta Rinaldo a Telebari -. Ieri sono arrivato a mezzogiorno e puntualmente si è affacciato per dirmi di andare via. L’ho rassicurato sul fatto che non sarei stato lì a lungo ed è finita così. ‘In pace’, diciamo. Quindi mi sono allontanato intorno alle due del pomeriggio, sono tornato poco dopo le quattro. E alle cinque sono arrivati i vigili”.
Non proprio una circostanza inedita. “Tra qualche mese farò 70 anni e canto in via Sparano da quando ne avevo 52 – racconta ancora Rinaldo -. In 18 anni è successo decine e decine di volte, soprattutto prima della riprogettazione: la mattina, quando c’erano palme e panchine, al mio arrivo i vigili erano già lì. ‘Avete dormito qui stanotte?’, dicevo loro. Ricordo che c’era un avvocato a cui proprio non piacevo, chiamava sempre la Municipale. Eppure non credo di dare fastidio. Non più di tanti altri artisti di strada che ormai affollano la via. Ricordo che all’inizio eravamo solo in tre, oggi è pieno…”.
Gli agenti della Polizia Locale, tuttavia, fanno solo il loro lavoro e Rinaldo lo sa bene. “Ci mancherebbe, per carità – risponde sul tema -. Soprattutto quando vengono chiamati, non possono fare altro che venire a dirmi di andare via. Dico solo che in via Sparano ci sono tante faccende di cui occuparsi. Ci sono ragazzini che sfrecciano in sella alle bici elettriche facendo spaventare gli anziani e rischiando di investire i bambini, ad esempio. Perché accanirsi contro di me?”.
In una occasione, diversi anni fa, a Rinaldo venne anche elevata una multa. “Dopo un intervento dei carabinieri – ricorda e conclude -, mi accusarono di disturbo alla quiete pubblica. Dopo qualche settimana mi arrivò a casa una multa di 70 euro. Non la pagai e diventarono 80, se non ricordo male. Poi mi arrivò un’altra lettera in cui mi veniva spiegato che non ero più costretto a pagarla. Ecco, quello che dico è di multare magari i delinquenti che sfrecciano con le bici elettriche a 50 km/h. Loro sì che sono pericolosi. Via Sparano ormai sembra un’autostrada”.








