La sua storia ha commosso tutti e ora è destinata a illuminare il futuro dei suoi studenti. Sarà presentata martedì 12 dicembre la Fondazione Silvana Ghiazza, in memoria della docente barese scomparsa un anno fa per cancro al pancreas. La professoressa Silvana Ghiazza (classe 1948) è morta ad agosto 2022. Nella primavera del 2021 ha scoperto di essere malata, un cancro al pancreas, ed è nata l’idea della Fondazione. “Voleva dare un seguito al suo lavoro di docente, aiutare gli studenti bisognosi di un sostegno concreto, lasciando i suoi averi a questa fondazione che porta il suo nome – spiegano dalla neonata realtà in sua memoria – Le borse di studio sono due: una per uno/a studente/ssa in medicina che intenda specializzarsi in oncologia, e l’altra per la tesi di dottorato in letteratura di uno/a studente/ssa, come contributo per la pubblicazione della stessa tesi”
L’iniziativa sarà presentata in una serata (anche musicale) al Museo Civico di Bari. La Fondazione, regolarmente iscritta all’elenco ETS, non ha scopi di lucro e si occupa di individuare studenti meritevoli per l’assegnazione di borse di studio per rendere più agevole il loro percorso universitario. Alla serata parteciperà il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, professor Stefano Bronzini, che porterà il suo saluto.
LA PRESENTAZIONE DELLA FONDAZIONE (video qui)
“Sono contento di essere stato chiamato a partecipare a questo dono. Un dono è stato conoscere Silvana Ghiazza, mia collega per tanti anni, ma il dono più grande è ciò che lei ha voluto fare per il futuro. La fondazione inaugurata è la scia di una stella cometa iniziata tanti anni fa, e merita il nostro plauso per la prospettiva che dà per il futuro”. Così il rettore dell’università di Bari, Stefano Bronzini, nel corso dell’inaugurazione della fondazione intitolata a Silvana Ghiazza. “Due anni fa, durante una visita, abbiamo scoperto di questo malanno”, ha detto il marito della professoressa e presidente della fondazione, Raffaele Russi. “Quindi – ha aggiunto – ci siamo chiesti cosa fare, visto che non abbiamo eredi. Abbiamo deciso di mettere in piedi questa fondazione, della quale sono ‘erede’ io. Adesso faranno parte del patrimonio dell’associazione anche gli appartamenti di una palazzina che abbiamo comprato nel corso degli anni”. “Silvana era un vulcano di energia e generosità – ha detto a margine dell’evento la dottoressa Letizia Laera, che l’ha avuta in cura e che fa parte del consiglio di amministrazione della fondazione – aveva una forza contagiosa e il percorso che abbiamo fatto insieme è stato terapeutico per lei, per me e per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla”.







