“Mi sono sentito ingannato, volevo passare solo una bella serata e invece mi sono ritrovato derubato e deluso”. A raccontare la sua disavventura a Telebari è Francesco, un ragazzo di Bari che come tanti utilizza app di incontri come Tinder per conoscere nuovi ragazzi. Questa volta però l’appuntamento romantico si è trasformato in una serata completamente da dimenticare poiché sulla sua strada ha incontrato un truffatore seriale, individuato e denunciato dalla polizia nei giorni scorsi per aver adescato e raggirato numerose vittime. Proprio l’articolo sul sito Telebari.it ha attirato l’attenzione di Francesco, che ha riconosciuto lo stesso modus operandi della persona che lo ha adescato sulla app di incontri. “Ho fatto match con questo ragazzo su Tinder che aveva come nickname ‘Mahico’ – racconta Francesco a Telebari – e dopo qualche messaggio mi ha invitato ad uscire per vederci a Modugno, non a casa sua ma nell’appartamento di una sua nonna defunta, o almeno così mi ha detto. Io accetto e vado. Ci sistemiamo in sala da pranzo, e mi dice che è sposato con una figlia. Ma le chiacchiere durano poco e iniziamo i preliminari. Prima di andare avanti però io vado in bagno e tornato da lui mi dice che ha sete e vuole prendere una birra, così usciamo per andare a bere qualcosa”.
A questo punto della vicenda inizia il vero incubo di Francesco (scegliamo di omettere il suo cognome per tutelarlo da insulti o ritorsioni). “Con la sua macchina, un furgoncino bianco, – continua il racconto – mi porta in un hotel fatiscente alle porte del quartiere San Paolo, appena prima dell’uscita della tangenziale dopo viale Europa. Beviamo una birra e io vado in bagno ma ahimè lascio le mie cose sul tavolino. Al mio ritorno lo trovo alterato, non so cosa avesse preso, e mi dice di tornare a casa di sua nonna. Nel tragitto di ritorno guidava di fretta, correndo e anche quasi sbandando con l’auto”. Con non poca paura, però, i due ritornano a Modugno e il ragazzo chiede a Francesco di spostare la sua auto “perché l’avevo parcheggiata in una strada privata. Lì finisce tutto: io scendo dalla sua auto per spostare la mia, lui parcheggia e sparisce nel portone di casa senza più uscire. Io ovviamente non vedendolo tornare faccio ritorno a casa. Ed è lì che mi sono accorto che mi era sparito tutto”. L’obiettivo dell’adescatore era dunque andato a segno: “Mi sono sentito ingannato e deluso ma quando ho visto il vostro articolo – spiega – ho voluto raccontare la mia disavventura affinché anche altri non facciano il mio stesso errore. E soprattutto per mettere in guardia chi usa le App di incontri. Molte volte si fanno incontri piacevoli, ma altre bisogna stare attenti”.
E Francesco non lesina consigli per chi è alle prime armi con le App di dating: “Ci sono profili che sono evidentemente falsi, perché hanno foto ‘troppo perfette’, oppure altre volte dove non si vede mai la faccia o ci sono foto generiche senza viso del soggetto. Certe volte è difficile capire se sono vere o no, ma in questo caso il ragazzo mi aveva mandato foto sue effettivamente. E poi queste app sono piene di ragazzi sposati o fidanzati che vogliono un’avventura. Oppure ci sono anche altre persone che ti chiedono di inviare foto, anche intime. Non lo fate se non siete certi perché potreste incontrare qualcuno in malafede che le riutilizza per creare profili falsi. Io consiglio di fare subito una videochiamata con chi si ‘matcha’ così da essere certo di vederlo, o vederla, in faccia e sapere se fa sul serio o no”. Per Francesco si è quindi trattato di un’episodio sfortunato, che gli ha portato via qualche banconota e la rabbia di una serata storta. Ma, come ci racconta spesso la cronaca, le cose possono andare fuori controllo ed è giusto avere la corretta attenzione e prudenza in queste occasioni: “Se mi chiedi qual è la conclusione di questa storia – chiosa Francesco – ti dico che non ci sarà mai perché purtroppo esistono delle persone al mondo che sono marce dentro. Certo, la denuncia, il lavoro dei carabinieri e la prevenzione può limitare le truffe ma bisogna fare sempre attenzione perché così come esiste il bene, c’è anche chi è pronto a fare del male”.







