Una foto in bianco e nero ritrae l’Antico Caffè di via de Rossi: è il bar del papà di Vito Maurogiovanni, divenuto poi l’ispirazione per il primo lavoro drammatico del teatro barese in dialetto. Un filo che porta da questo luogo alla storia del quartiere Libertà. Nell’anno del centenario della nascita dello scrittore, è una giovane fotografa libanese che sta provando a descriverla.
Francesca Matta, dopo aver studiato visual design alla Naba di Milano, ha scelto Bari per il suo racconto delle immagini, grazie a un’iniziativa promossa da Imago Plus. L’hotel e centro di produzione culturale, a pochi passi da piazza del Risorgimento, sta portando avanti un progetto grazie al quale artisti in residenza possono raccontare la città attraverso il punto di vista di un forestiero. Una visione che è sicuramente diversa rispetto a quello di chi vive a Bari ed è forse assuefatto dalle tante sfaccettature di una città, invece, in continua trasformazione.
Il grande Vito Maurogiovanni, dal quartiere Libertà, come non tutti sanno, ha fatto partire il suo percorso di scrittore. Francesca, così, ha scoperto come proprio Maurogiovanni potesse essere la sua guida in questo viaggio fotografico. Il Libertà, così, si delinea come un quartiere di lavoratori, con una presenza multietnica già nella prima metà del ‘900 ma soprattutto come un luogo estremamente vibrante, pur senza aver ancora definito il suo ruolo. Una sorta di terzo paesaggio, per dirla con Gilles Clément, in cui la storia dell’Antico Caffè, come quella del Sottano o del Supercinema, sono riferimenti per descrivere un’anima mai ferma.






