“Stasera mi hanno fermato due persone della polizia locale. Mi hanno chiesto il microchip di Viola, poi mi hanno chiesto i documenti, hanno verbalizzato il tutto e mi hanno detto che in Caserma avrebbero verificato la veridicità di tutto e semmai vi fossero state dichiarazioni false, mi avrebbero contattato”. Il racconto, postato sui social, della curiosa avventura è di Dario Maretti, cittadino barese fermato per strada, come spiega, da alcuni agenti della Polizia Locale di Bari per effettuare verifiche sul suo cane che stava portando a spasso. Il controllo attraverso il codice legato al microchip e con i riferimenti della “carta d’identità” dell’animale e del padrone.
Niente di sbagliato, sia chiaro. Un controllo legittimo che però ha fatto sollevare un dubbio a Dario: “A sto punto ho detto loro – ha continuato nel suo racconto sui social – “Scusate, ma visto che il controllo è finalizzato a verificare la proprietà del cane, non sarebbe più facile per voi dotarvi di lettori microchip? Ci mettereste 30 secondi a controllo”. Un ragionamento che non fa una piega, alla quale ha ricevuto solo la risposta sconsolata dei poliziotti: “Seeeee e mica ce li abbiamo!”. Così per Dario l’unica reazione possibile è racchiusa in un’esclamazione: “Per il resto sono felice… sono a Bari!”







