Un gigante di cartapesta, a nuoto nello specchio d’acqua del lungomare di Bari e tra qualche giorno a disposizione per i selfie sul bancone del pub. Svelato il mistero del mostro di Loch Ness, o almeno dell’esemplare che domenica sera si aggirava all’ombra di largo Giannella, conquistando l’attenzione dei passanti curiosi. Lo strano avvistamento ha fatto il giro d’Italia, con il video di Telebari e i reel degli ‘spettatori’ rimbalzati grazie al tam tam di condivisione sui social.
A poche ore dalla trovata, gli organizzatori si rivelano: si tratta infatti di un’originale iniziativa del pub scozzese ‘The Stuart’, nel cuore del quartiere Madonnella, realizzata nell’ambito di un progetto di sviluppo del patrimonio culturale e promozione del turismo finanziato dal Bando Voucher Turismo della Camera di Commercio di Bari. La scultura è stata realizzata da un maestro cartapestaio del Carnevale di Putignano appositamente per la campagna “Un angolo di Scozia nel cuore di Bari” e diventerà un’installazione permanente all’interno del locale. “Sembrava dunque che Nessie avesse scelto Bari solo per le sue vacanze, ma abbia poi deciso di restare”, raccontano Alessandro Greco (The Stuart Pub) e Claudia Sbarra (MOH Design Studio).
Lo storico locale di via Dalmazia è da anni punto di riferimento dei residenti del quartiere, ma anche di tanti turisti che ormai affollano la nostra città (nell’ultima partita della nazionale azzurra a Bari, lo Stuart ha raccolto il raduno dei tifosi maltesi, solo per citare un esempio). “Di qui l’idea di promuovere l’attività a livello locale e anche internazionale, con un’attrazione che sia di richiamo per tutti”, dice a Telebari Alessandro. Un piccolo mostro di Loch Ness è già presente nell’acquario del pub: ora la testa e il collo della creatura in cartapesta finiranno vicini al bancone, a misura di selfie. Ma chi guidava ieri il mostro in mare, è la domanda che ci hanno fatto tanti lettori? “Grazie al bando comunale ‘Un negozio non è solo un negozio’ abbiamo conosciuto i titolari di Dive Blu Shop – confessa Alessandro – che si sono immersi con un siluro”.







