“Siamo completamente abbandonati a noi stessi: così ci costringono a chiudere dopo anni di sacrificio”. Sono le parole di Vito Rocci, titolare della storica boutique di abbigliamento maschile ‘Euforia’ in via Giulio Petroni 82a, che a fine mese abbasserà definitivamente la sua saracinesca dopo 44 anni di attività. Non è l’unico locale commerciale ad aver chiuso sulla stessa via: di recente e a pochi isolati di distanza identica sorte è toccata ad altri tre negozi. Per non parlare della cessazione d’attività da parte di ‘Barbarella’, al civico 27 viale Papa Giovanni XXIII, che nel quartiere è stato un punto di riferimento per generazioni nell’ambito delle calzature e dell’abbigliamento maschile e femminile, al cui posto oggi sorge il brand ‘Borromini Firenze’.
“Abbiamo aperto negli anni Ottanta, quando il commercio ancora era vivo in questa zona – dice Rocci – oggi il caro affitti è diventato un peso enorme, unitamente alle tasse e a fenomeni imprevisti, come il Covid, che ci ha affossato definitivamente. La pandemia è stato un problema sentito da tutti, commercianti e clienti. Questi ultimi, tra l’altro, hanno l’aggravio dell’aumento dei prezzi e, giustamente, compiono una selezione nelle spese, preferendo il cibo all’abbigliamento per il quale possono rivolgersi ad altre fonti come l’online”. Un effetto domino che fa sì che i negozi di quartiere risentano molto della situazione attuale, soprattutto in periferia. “Abbiamo resistito per tanti anni perché ci credevamo – continua Rocci evidentemente commosso per la chiusura di quello che definisce ‘un pezzo di vita’ – Nessuno vuole continuare l’attività: da una parte abbiamo il limite di non poter vendere la gestione, dall’altra sconsigliamo ai nostri figli di procedere mantenendo ‘Euforia’ proprio perché alle spese non corrisponde il ricavato”.
Alle affermazioni di Rocci fanno eco le lamentele di altri commercianti della zona, come Enzo Salamino, titolare del negozio per bambini ‘Il Fiorellino’. “Via Giulio Petroni era una strada fertile, che in passato ha dato tanto proprio perché si trova in un rione commerciale e popolare. Attualmente la strada viene trascurata non soltanto rispetto al centro, ma anche rispetto a qualche isolato di distanza, come corso Benedetto Croce, dove ci sono marciapiedi e luci nuove che rendono la zona più appetibile”, lamenta Enzo Salamino. “Ormai siamo in una zona semideserta: senza i giusti controlli e i giusti assestamenti, diventerà sempre più pericolosa soprattutto di sera – continua Salamino – Eppure noi stessi ci teniamo molto, e per esempio a Natale paghiamo di tasca nostra le luminarie per abbellire la via, a fronte di un contributo minimo”. “Nessuno parla di noi e tanti locali continuano a chiudere in punta di piede. A nessuno interessa la periferia. Se continuano a trascurare le periferie, a cosa saremo destinati?”, terminano Enzo Salamino e Vito Rocci.






