In platea non c’è nessuno, la maschera non gira più tra le poltrone rosse del cinema cittadino che ha fatto sognare decine di generazioni, gli schermi delle due sale sono spenti e la polvere si posa sul proiettore cinematografico. Così si presenta oggi il Cinema Sidion di Gravina in Puglia, dopo la drammatica chiusura che lo ha colpito a fine settembre 2023, rendendo la città orfana dell’unico luogo di cultura sopravvissuto, tra alti e bassi, per quasi 50 anni grazie all’impegno e alla dedizione di Michele Mastrogiacomo e i suoi figli. “Il Sidion chiude – scrivevano tempo fa i proprietari in un post di ringraziamenti alla comunità che li ha sempre sostenuti -, non per la crisi del cinema o la mancanza di pubblico, ma per proprietari che vogliono chiudere. Potevamo stupirvi con effetti speciali, ma eravamo solo gestori e con 1/5 di proprietà non siamo riusciti a fermarli. Il grande schermo ci ha insegnato che spesso il finale rimane aperto”. E Michele e i suoi figli avevano ragione, perché non era ancora il momento del “The end” e a distanza di 8 mesi si è, infatti, riaccesa la speranza, racchiusa in una lettera aperta ai cittadini, scritta dalla famiglia Mastrogiacomo e pubblicata sulla pagina Facebook della sala cinematografica.
“Il Cinema Sidion non è solo un’impresa o un edificio nel cuore di Gravina; è un pezzo di storia, un angolo di ricordi condivisi, è un simbolo della nostra identità culturale. Le circostanze familiari ereditarie ci hanno costretto a chiudere forzatamente il cinema – si legge nella nota – e obbligato a considerare altre strade lavorative. Detto ciò, noi della proprietà del Cinema Sidion, ci rivolgiamo a voi, stimati membri della nostra comunità, per comunicare una decisione importante riguardante il futuro della nostra amata istituzione”. “Oggi ci troviamo di fronte a una sfida che richiede il sostegno e l’impegno di tutta la comunità – prosegue la lettera -. Per garantire che il nostro cinema continui a essere un luogo di incontro e di cultura, stiamo cercando un ente pubblico o un privato interessato ad acquisire la gestione del Cinema Sidion. L’obiettivo è quello di trovare un gestore che possa portare avanti la missione del cinema con passione e dedizione, preservando il suo spirito originario e allo stesso tempo introducendo innovazioni che possano rispondere alle esigenze del pubblico moderno. Invitiamo pertanto chiunque sia interessato e abbia a cuore il destino del nostro cinema a contattarci per discutere le potenziali modalità di collaborazione. Siamo aperti a valutare proposte che possano assicurare un futuro prospero e sostenibile per il Cinema Sidion”. Michele Mastrogiacomo, raggiunto da Telebari, ha spiegato come siano fortunatamente cambiate le prospettive in questi mesi. “Abbiamo chiuso a fine settembre 2023, a causa di una sentenza del Tribunale in cui si sanciva che io e miei figli dovevamo smontare tutto e lasciare il cinema entro novembre, perché i miei quattro fratelli, proprietari della struttura come me, volevano vendere l’immobile”.
“Per me e per i miei figli questo luogo ha rappresentato tanti sacrifici. Sono in sala dal ’72 – spiega -, ho cominciato con mio padre nel cinema Mastrogiacomo (chiuso nel 1995 n.d.r.) e poi abbiamo aperto il Sidion nel ‘74. Questo posto era la mia vita, ci ho messo dentro tutto me stesso. Ho trascurato anche la mia famiglia per gestirlo, perché oltretutto insegnavo a scuola scienze motorie. I miei figli si sono sempre impegnati in questa attività, poi quando abbiamo chiuso si sono dati da fare per cercare un altro lavoro. Qualche tempo fa, però, quando stavamo per consegnare la struttura, in attesa della sentenza di un’altra causa con la mia famiglia per questioni di eredità, i miei fratelli hanno accettato di lasciarmi la struttura, in cambio del patrimonio che non avevo ricevuto – racconta – . Il Sidion era l’unico luogo culturale rimasto in città, tutto girava intorno a questo posto… e per questo abbiamo deciso con i miei figli che non è proprio il caso di venderlo per farne degli appartamenti. Cerchiamo un ente o un privato che possa gestirlo e averne cura, perché io non posso più occuparmene a causa dell’età che avanza e della mia scarsa salute. Speriamo che qualcuno se la senta di portare avanti e far rivivere questa bella storia”.






