Sbloccano il livello pro di ‘Turnover’ i tre soci Donato Gambacorta, Nicola Melchiorre e Michele Lorusso, titolari del gaming pub in via Guido De Ruggiero 38-40 a Bari. Il locale, aperto da 5 anni nel quartiere San Pasquale, è nato con l’idea d’essere un punto di ritrovo e di svago per i ragazzi della città, offrendo una nuova forma di intrattenimento. “Sin da quando abbiamo messo su il ‘Turnover’, il nostro obiettivo è stato di creare un posto inclusivo, in cui non ci si rintana e ci si isola nel gioco, anzi, abbiamo da sempre puntato allo stare insieme, offrendo non a caso una selezione di giochi esclusivamente multiplayer per rispettare l’idea di pub come luogo in cui la gente viene, chiacchiera e si diverte insieme”, spiega a Telebari Donato Gambacorta, uno dei tre soci fondatori del locale. Il locale è un american pub suddiviso in due zone: nella prima sala è possibile consumare da mangiare mentre su uno schermo si trasmettono eventi sportivi; nella sala posteriore sono presenti postazioni con divanetti, tv dedicate e console per giocare insieme a videogames, partite o giochi da tavola come se si fosse a casa con gli amici. Il progetto di Donato, Michele e Nicola presentato per il bando comunale d_Bari – ‘Un negozio non è solo un negozio’ si intitola ‘Turnover 2.0’, ossia la versione aggiornata del gaming pub da un duplice punto di vista: strutturale e sociale.
“Abbiamo visto il bando Un negozio non è solo un negozio come possibilità di crescita. Vogliamo dare una nuova veste al nostro american gaming pub per rispondere meglio alla richiesta dei frequentatori”, dichiara Donato. Il socio del Turnover ci spiega che è cambiato il modo di vivere il locale da parte di una clientela che, sempre più a partire dalla pandemia Covid, si reca sul posto per mangiare. “Non avendo strutturato una cucina, l’offerta e la varietà del menù si limitano al tipico cibo da bar, come toast, panzerottini, finger food o hamburger”. Gli interventi di rinnovo permetteranno di realizzare un ambiente con attrezzature per cucinare. “In nome dell’idea di fondo da cui partiamo, ‘stare insieme’, puntiamo ad accontentare la nuova richiesta del pubblico con prodotti migliori, locali e un menù variegato, sfruttando allo stesso la possibilità di sensibilizzare la gente sul concetto di gaming che ultimamente, nella società, sta prendendo una brutta piega, venendo stravolto ed esasperato”, dice Donato. Sono numerosi, infatti, gli studi sull’alienamento da gioco e sulla perdita di contatto con la realtà da parte del giocatore, sempre più a partire da giovane età. “Ci sembra doveroso cominciare a responsabilizzare i ragazzi sull’argomento sin da subito. Il ‘Turnover’, tra l’altro, sorge in una zona prossima a tantissime scuole che vanno dalle elementari alle superiori, fino all’università, per cui organizzeremo dei corsi di sensibilizzazione sul gaming moderato”.
Gli appuntamenti in calendario saranno cinque e avverranno con cadenza mensile a partire dalla fine dei lavori di ristrutturazione. I laboratori verranno sponsorizzati dall’AUP – Associazione Ulisse del Politecnico e vedranno la presenza di Elisabetta Mennuni, Tecnico della riabilitazione psichiatrica presso NPIA ASL di Taranto. L’ambizioso e lodevole progetto dei ragazzi del Turnover vuole essere una forma di prevenzione dei rischi sull’utilizzo prolungato ed eccessivo dei videogiochi, per cui si affronteranno i seguenti argomenti:
-I Appuntamento: Ripercussioni psico-fisiche causate dall’utilizzo prolungato e costante dei Videogiochi;
-II Appuntamento: Isolamento sociale;
-III Appuntamento: Disturbo di Derealizzazione;
-IV Appuntamento: Importanza del gioco responsabile e socialmente inclusivo.
-V Appuntamento: Incontro conclusivo dove verranno consegnati gli attestati di partecipazione.








