“Aiuto, ho perso la mamma”. Un Ferragosto al cardiopalma si è consumato ieri sera nella piazzetta di Torre a Mare, dove decine di persone si sono raccolte attorno a un bambino di 7 anni che ha perso di vista i suoi genitori per circa un’ora e mezza. L’agitazione ha preso il sopravvento sui presenti, piombati in pochi attimi nella ricerca smodata dei familiari, che è costata a quasi tutti l’interruzione di ogni altra attività, dalla cena vista mare alla serena passeggiata sul porticciolo. La paura è esplosa intorno alle 22, quando il bimbo, fino a quel momento distratto dalle giostrine, si è accorto dell’assenza della mamma, del compagno, della sua sorellina e di una coppia di amici, e ha iniziato a vagare da solo e traumatizzato tra i locali. A quel punto, ristoratori, commensali seduti ai tavolini esterni e turisti a spasso per il borgo marinaro hanno notato il senso di disorientamento del piccolo, preoccupandosi di fare rete e rintracciare immediatamente i genitori; stando ai racconti degli esercenti, il bambino pare avesse perso i familiari per alcuni minuti anche lo scorso anno, sempre nella stessa zona.
“Piccolo, troveremo la tua mamma, stai calmo”, questa una delle tante rassicurazioni volate di bocca in bocca tra la gente visibilmente scossa dalla situazione. “Ma come è possibile che nessuno torni a cercare il bambino? Sta passando troppo tempo”, ha affermato una signora mentre lasciava il suo tavolo per precipitarsi a tranquillizzarlo. Il tam tam cittadino ha visto uomini e donne in ansia improvvisarsi investigatori privati: un’intera famiglia barese è riuscita addirittura via Facebook a risalire ai profili dei parenti del piccolo, grazie alle poche e confuse informazioni fornite da quest’ultimo, che non ricordava né il vestito indossato dalla mamma né il cognome del patrigno. Torre a Mare è rimasta con il fiato sospeso per 90 lunghissimi minuti, un lasso di tempo che è sembrato interminabile, durante il quale il bimbo si è perfino affezionato ad alcuni presenti, impegnati ad allertare le Forze dell’Ordine in merito a quanto stesse accadendo.
Dopo l’arrivo di una prima volante della Polizia di Stato – in un secondo momento raggiunta da un’altra pattuglia, un’automedica e un’ambulanza -, si sono finalmente palesati i genitori del minore; appena ha incrociato lo sguardo spaesato della mamma, il bambino è scoppiato a piangere, aggrappandosi alle gambe delle persone che lo hanno aiutato a ritrovarla. La Polizia si è occupata di accertarsi delle motivazioni della lunga assenza da parte dei familiari, indagando sulla dinamica della vicenda, per poi riaffidare il bambino ai genitori senza ulteriori provvedimenti. Una storia ferragostana fortunatamente a lieto fine e da cui emerge quanto la gente sappia farsi comunità per tutelare i fragili, i piccoli, chi è nel momento del bisogno.








