Bari racconta di una città sospesa, che galleggia sulle onde e i sogni romantici. Dai ‘maravigli’ all’Arco delle meraviglie, l’arco della pietra amara si trasforma, nei secoli, in stupore e bellezza, risolvendo la magia di dimenticanza. Siamo nel medioevo quando, in ogni città d’Europa si racconta la tragedia di due giovani amanti osteggiati dalle famiglie: topos narrativo medievale comune a tante città d’Europa. A Verona saranno Romeo e Giulietta, a Bari sono Nicola e Maria. In quello che diventerà ‘Quartiere milanese’ giunsero da Lodi dalla corte di Ludovico il Moro ‘i Maravigli’.
Questo anfratto di Bari vecchia custodisce palazzi cinquecenteschi e seicenteschi e tramanda tra le sue mura una storia d’amore ‘shakespeariana’, triste ma bella al tempo stesso: quella di Maria Figlioli e Nicola. Nel 1501, con Isabella d’Aragona Sforza obbligata da Ludovico il Moro ad abbandonare la corte milanese, dopo l’uccisione del marito e di tre dei 4 figli, arriveranno a Bari tanti membri della corte tra cui i ‘Maravigli di Lodi’, che compreranno i due palazzi e costruiranno la balconata per andare da un palazzo all’altro. Isabella d’Aragona Sforza si reca a Bari rilanciando l’economia, costruendo una seconda cinta di mura attorno al castello, abbassando le tasse e creando la pubblica istruzione, facendo diventare Bari una città rinascimentale.
A spiegare tutto ai microfoni di Telebari è Pasquale Ruggeri, presidente Slow Travels.






