“Evento straordinario: nel nostro giardino è spuntata un’enorme tartaruga, ma non è come quelle di Parco Due Giugno”, urla un bimbo in monopattino, entusiasta del curioso ritrovamento. In pochi minuti il parchetto è mobilitato: cartone, foglia di insalata e immediata telefonata alle Guardie ecozoofile, grazie all’interessamento di Lucia, titolare del chioschetto e angelo custode del giardino. All’arrivo degli esperti, la conferma: trattasi di “Trachemys Scripta”, animale esotico americano, tipico degli ambienti lacustri, abbandonato nel cuore della città, a pochi passi dalla spiaggia di Pane e Pomodoro.
L’originale ritrovamento è avvenuto ieri sera, nelle ore in cui il giardino Baden Powell di Madonnella è molto affollato. I bimbi che giravano tra i vialetti hanno visto spuntare la grossa tartaruga: subito è scattata la chiamata alla Polizia locale e poi alle Guardie ecozoofile. Sono arrivati così gli esperti dell’associazione ‘Fare ambiente movimento ecologista europeo- Laboratorio verde di Bari”, il cui presidente provinciale Nico Monno si è occupato personalmente di mettere in sicurezza la tartaruga, trasportata nel centro specializzato nel recupero di animali selvatici di Calimera. “Occorre ricordare che le specie selvatiche sono patrimonio indisponibile dello Stato, non possono essere tenute in casa, allevate o commercializzate – ci tiene a sottolineare Monno – ecco perché gli animali ritrovati vanno portati all’Osservatorio faunistico di Bitetto o in strutture preposte alla cura e al loro rilascio in natura, in libertà”.
Nello specifico, però, la tartaruga ritrovata a Madonnella non è autoctona. “E’ di origine sudamericana, fino a qualche anno fa era venduta nelle fiere quando era piccolissima e poi cresceva tantissimo – racconta Monno – Si tratta di una specie esotica, che fa molti danni nel nostro ecosistema perché è carnivora: distrugge i nostri habitat dunque abbiamo dovuto portarla nel Leccese, dove c’è l’unico centro attrezzato per il suo recupero e per ospitarla, non potendola liberare in natura”. L’associazione, d’altronde, è specializzata nelle operazioni di salvataggio di animali selvatici. “Ancora troppo spesso vengono comprati come giocattoli, e poi abbandonati”, denuncia Monno.








