Negli ultimi anni curiosamente i cimiteri sono diventati luoghi di pellegrinaggio culturale e riscoperta storica, e anche su Tik Tok vediamo ragazzi che ne indagano le parti più antiche e recondite, scovando nomi arcaici, ridando lustro e dignità a tombe ormai dimenticate. Questo fenomeno sta prendendo piede anche in Puglia. Proprio la settimana scorsa ad Acquaviva Delle Fonti c’è stato un evento gratuito dedicato all’esplorazione del cimitero monumentale. “Abbiamo scelto novembre perché notoriamente è il mese dei defunti”, spiega a Telebari un portavoce di La Cattedrale APS, che si occupa di beni artistici collegati al duomo della città, “l’iniziativa è stata accolta in maniera molto positiva, con la partecipazione di famiglie e coppie”. Il collettivo, che riproporrà le visite in primavera, evidenzia quanto sia sottovalutato l’aspetto storico di questo luogo, che invece pullula di affascinanti tombe di famiglia del Ventesimo Secolo, adornate anche da stemmi nobiliari. Qui si possono trovare inoltre delle opere di vari artisti, come quella del mosaicista ungherese Janos Hajnal, noto per aver realizzato le vetrate del Duomo di Milano.
A Bari invece è PugliArte ad occuparsi delle visite guidate al pittoresco sepolcreto, uno dei più fioriti e antichi d’Italia, inaugurato nel 1847: l’associazione è nata nel 2010 con lo scopo di favorire il turismo di prossimità e far sentire i residenti turisti a casa propria, in un periodo in cui la città non era stata ancora presa d’assalto dai vacanzieri internazionali. “Mauro Felicori, ex presidente della Reggia di Caserta e presidente dell’associazione Cimiteri Europei ci ha dato delle dritte su come strutturare i percorsi”, ci racconta Alessandro De Luisi di PugliArte, “tra l’altro nel 2016 assieme a Liliana Tangorra ho scritto ‘I Giardini della Memoria’, dedicato proprio alle storie del cimitero monumentale di Bari”. All’interno di questi affascinanti cimiteri si celano statue meravigliose realizzate da artisti di fama internazionale, e opere che presentano un’interessante rivisitazione di stili: come mai ritroviamo ad esempio piramidi e sfingi? Ci spiega De Luisi che sono un riferimento al clamore mediatico dell’epoca, in questo caso ad esempio ai ritrovamenti in Egitto, come quello della tomba di Tutankhamon. Ma più di tutto ad emergere sono le vite passate dei suoi abitanti, e dietro la riscoperta di una mappa storica così intricata vi è un minuzioso lavoro di indagine. “Il necro-turismo è qualcosa che già accadeva in passato”, continua il presidente di PugliArte, “era legato ai Grand Tour del 1700 e del 1800, perché si indicava ai visitatori di recarsi prima nella città dei morti e poi in quella dei vivi. Si tratta di un turismo che ha a che fare con l’esaltazione architettonica funeraria, e non della morte”.
Il target dei partecipanti alle visite, che solitamente coprono il periodo autunnale e invernale riscuotendo sempre grande successo, è molto variegato, ci sono anche bambini accompagnati dai loro genitori. E a questo proposito De Luisi condivide con noi il ricordo d’infanzia delle sue passeggiate al cimitero con il nonno, una tradizione che pare stia un po’ sbiadendo. L’associazione in passato ha proposto dei percorsi guidati anche ad Alberobello e Bitonto, ma per il momento quelli a Bari restano i più seguiti. Sono molto interessanti anche i sepolcreti di Ceglie e Carbonara, su cui vengono condotte indagini storiche altrettanto intriganti. Certamente ognuna delle nostre città racchiude delle parti dei cimiteri alle quali non siamo abituati a prestare attenzione oppure che non vengono adeguatamente curate e valorizzate: un motivo in più per guardarsi attorno e apprezzare questi antichi monumenti quando andiamo a fare visita ai nostri cari defunti. Per chi volesse monitorare le visite guidate proposte da La Cattedrale APS e PugliArte, potete rimanere aggiornati seguendo le loro pagine social oppure contattando in privato le associazioni.








