Il cinema Piccolo di Santo Spirito continua a far sognare gli spettatori baresi con i suoi lungometraggi d’autore, e offre la possibilità di commentare le proiezioni assaporando un delizioso aperitivo, adoperando quindi un’ottima strategia per contrastare l’inesorabile crisi del settore.
Il prossimo appuntamento con “L’apericena di Babette” sarà il 19 febbraio dalle 19.45 alle 21: ad attendere gli avventori un menù degustazione con antipasto, primo, dolce e bevanda. Il ticket, di 15 euro, include il film in programmazione e l’ingresso al bistrot.
“Il laboratorio gastronomico Babette è uno spazio in cui poter elaborare l’esperienza della visione in compagnia – racconta Paola Sblendorio, referente della sala e presidente del circolo cinematografico il Piccolo Principe- gustando piatti che esaltino le materie prime della nostra terra, preparati con cura e attenzione così come fa la cuoca del Café Anglais di Parigi nel film “Il pranzo di Babette””.
In realtà il servizio non nasce con l’intento di attirare e fidelizzare il pubblico, bensì è parte di un progetto più ampio, vincitore di un bando risalente a qualche anno fa, che prevedeva una ristrutturazione e l’inserimento di alcune novità. Il piano purtroppo non si è ancora realizzato completamente, a cause della forza distruttiva del Coronavirus. E così invece di essere a disposizione tre volte a settimana come previsto inizialmente, oggi Babette delizia gli ospiti solo una volta al mese. L’intuizione comunque si è rivelata essere vincente, e quasi involontariamente le degustazioni cinematografiche del Piccolo si sono trasformate in uno strumento per coccolare e invogliare gli spettatori, fornendo uno spazio per riflettere e discutere delle pellicole, davanti ad un buon calice di vino.
“Avevamo già provato ad attivare in parte questa formula nei primi anni 2000, in tempi non sospetti – continua Paola Sblendorio – oggi notiamo che il pubblico che si affaccia ai nostri apericena è un pubblico diverso rispetto a quello che solitamente viene a guardare gli spettacoli serali”.
Il Piccolo è una vera e propria istituzione della cultura cinematografica di Bari, un tempio della settima arte conosciuto da ogni cinefilo che si rispetti. Nato nel 1999 da un’idea di don Peppino Cutrone che trasformò una vecchia sala parrocchiale in un cinema all’avanguardia, oggi è una delle poche strutture monosala rimaste sul territorio: negli anni l’afflusso dei visitatori si è certamente ridotto, ad esempio per quanto riguarda le scuole si passa dalle quasi 12mila presenze dei primi anni del nuovo millennio alle 2mila odierne. “Questo è perché nonostante le scuole siano propense al prodotto cinematografico, noleggiare un mezzo che porti i ragazzi al Piccolo costa di più rispetto al biglietto per il film stesso. Perciò cerchiamo invece di sensibilizzare sull’uso dei mezzi pubblici”, spiega la referente.
È innegabile però che in generale l’avvento delle piattaforme online e dello streaming illegale, abbiano reso la vita degli storici “cinematografi” sempre più difficile. Ecco perché è importantissimo proporre delle formule accattivanti che rendano i cinema soprattutto luoghi di ritrovo e riflessione.
Ma qual è l’ingrediente segreto che permette al Piccolo di continuare a resistere? “Sopravviviamo per opera dello Spirito santo – risponde ironicamente Paola, ma aggiunge- la nostra forza è garantire prodotti in prima visione, che magari su Bari abbiamo solo noi, evitando lungometraggi commerciali e blockbuster. Oltre alla programmazione ordinaria facciamo matinée per le scuole e rassegne particolari, con approfondimenti e collegamenti con gli autori”.
Dietro quindi si nasconde un lavoro certosino, una selezione accurata dei titoli che si basa sul target del Piccolo: persone che amano il cinema, principalmente una fascia di popolazione adulta. Pur di godere degli spettacoli, che per volere del gestore don Fabio Campione si mantengono a un prezzo contenuto, ci sono poi degli spettatori pendolari, che prendono il treno Bari-Foggia e si fermano a Santo Spirito appositamente per il cinema Piccolo. E gli orari delle proiezioni vengono modulati anche in base alla loro presenza, per poter venire incontro alle esigenze di tutti.
Il Piccolo è ormai parte integrante dell’identità di Santo Spirito: “Noi crediamo nella nostra missione – conclude Paola – questa struttura è un’opera della chiesa ed è un presidio che deve resistere a tutti i costi nel quartiere”.








