Ci sono note, plettrate sulle corde di una chitarra e quelle pulsanti, dell’anima, cantate e suonate su un basso, con l’ineffabile speranza in grado di far balzare la passione fuori dai sotterranei di cemento. Andando oltre il grigiore urbano di un autosilo di Poggiofranco, parcheggio per veicoli, ma non di chi è in grado di annullare le paure grazie ai battiti della propria pelle sulle pelli risonanti di un Tomtom di una batteria consumata dalla muffa e dall’odore pungente di smog di quei mezzi, in sosta, tra i desideri di chi sogna, con la stessa forza del nostro mare.
E proprio il sogno di una band barese, che da anni suona in quei sotterranei di cemento di via Saverio Lioce, è stato realizzato: lo scorso 28 gennaio i Couchgagzzz sono stati ospiti del programma “New Music Fix” in onda sulla BBC 6 Music per un live in studio; traguardo a cui molte band ambiscono, essendo la radio ricercata da musicisti di tutto il mondo, spesso identificata come la “sorella” di BBC Radio 2, dato che condivide vari speaker e disc jockey con BBC Radio 1 e BBC Radio 2. In realtà niente conta, in una società plastica, più dei sorrisi, veri, di quattro ragazzi di ritorno da Manchester, dagli studi di quella radio, che con un palinsesto incentrato sull’indie rock e il classic rock, ha scelto di fare da trasduttore alla musica di una band pugliese.
Il loro nome, CouchGagZZZ – difficile da pronunciare anche da un madrelingua inglese – esprime tutta l’irriverenza del loro sound scattante, adrenalinico, veloce, spinto e lo spirito punk, frenetico e ritmico, in grado di scalciare l’ipocrisia degli autotune divaganti. “La nostra avventura internazionale – racconta BB, bassista della band – è partita grazie al supporto della nostra agenzia di stampa, Metaversus PR, gestita dal nostro amico Marco Gargiulo, che ha lavorato per portare i nostri pezzi dell’album “GoSports” un po’ ovunque e ha deciso di inviare i nostri pezzi alla BBC, dove sono stati accolti positivamente”. BB sorride, visibilmente emozionato ripensando a quei momenti. “Dopo un bel po’ di passaggi in radio, è arrivata una mail che ci diceva: “Volete venire a suonare nei nostri studi in UK? Naturalmente abbiamo colto l’occasione al volo!”.
“Non è stata un’esperienza da poco – racconta il bassista – Eravamo abbastanza agitati. Fino a quando non siamo entrati negli studi della BBC, non ci credevamo davvero. Poi, essendo baresi, la barriera linguistica era la prima preoccupazione per noi. Però siamo stati fortunati, perché il nostro amico Sette, capo della nostra etichetta, ci ha fatto da interprete. Una volta lì, tutto è andato per il meglio”, conferma BB, entusiasta di quanto vissuto. “Ci siamo emozionati molto, soprattutto quando ci hanno chiesto della scena musicale barese, un argomento a cui teniamo tanto. È stato un momento speciale, per parlare di noi, della nostra realtà locale, perché noi cerchiamo in tutti i modi di far sì che questo sia un mondo dove possiamo essere tutti uniti. In quel momento abbiamo portato lì la nostra voce, ma anche la voce di tutte e tutti”.
Il gruppo, nato nel 2021 dalle ceneri dei Santa Muerte, ha rapidamente conquistato una propria identità con il primo album “GoSports”. I Gagzzz sono una band che si è formata ancora prima di essere CouchGagZZZ, perché JJ, il batterista e il bassista, BB, suonavano già insieme nel progetto Santa Muerte. L’idea iniziale era di scrivere qualcosa di molto diverso rispetto al loro vecchio progetto. “Abbiamo iniziato a scrivere canzoni insieme, spesso improvvisando. Avevamo in mente canzoni che in realtà si discostavano molto dal genere musicale che facevamo con i Santa muerte”, racconta JJ, che con BB ha dato vita ai primi brani del progetto. “Erano brani molto più veloci, con ritmi molto più serrati, che s’ispiravano più a un garage rock di matrice australiana”. Dopo la pandemia, hanno formato questo nuovo progetto, un po’ giocando all’inizio. “Poi ci siamo resi conto che i pezzi giravano, funzionavano e quindi abbiamo tirato fuori questa nuova avventura”.
“All’inizio abbiamo iniziato a provare con un altro chitarrista, Nicola Di Tolve, che in realtà ha dovuto abbandonare. Poi ci siamo messi a cercare un altro chitarrista, Garko, che suona tutt’oggi con noi. Effettivamente scriviamo moltissimo, poi quando ci vediamo riusciamo a tirar fuori pezzi insieme, perché io – sorride JJ – non so non so suonare gli strumenti a corde, invece, BB sì. Con Garko li abbiamo affinati e arrangiati meglio ed è uscito il nostro primo disco”.
Il suono dei CouchGagZZZ è un’esplosione di energia, una miscela di synth punk e garage rock che non lascia spazio alla mediocrità. La proposta musicale dei CouchGagZZZ è un mix di adrenalina e impetuosità. Garko, chitarrista della band, descrive il genere della band come “budget rock”, che fonde il punk con sonorità synth e garage. “Ci piace il sound scattante e veloce, con brani brevi ma potenti. Ogni nostro pezzo ha dentro l’urgenza, la frenesia e il ritmo che sentiamo dentro”, spiega Garko, che con la sua chitarra arricchisce il sound dei CouchGagZZZ. Non è un caso che abbiano scelto questo stile: “Tutti noi abbiamo lo spirito punk dentro e vogliamo che la nostra musica sia immediata, che arrivi subito al pubblico”, aggiunge. Durante la loro esibizione per BBC 6, la band ha suonato quattro brani: “GoSports”, “United”, “Bad Holes” e “Digimon”. Quasi un anno fa è uscito il loro primo album, “GoSports”, un disco che riflette l’anima punk e la ricerca di libertà che attraversa tutta la band, dal quale hanno tratto i vari singoli, che sono la title track “GoSports” e “Digimon”.
Aka_Snafu, chitarrista e synthetizer man, ha una visione molto chiara di ciò che rappresenta il brano “Digimon”, uno dei singoli più iconici. “Parla di una fuga dalla gabbia della società moderna, dai social, da tutto ciò che ci imprigiona”, specifica. “Quando cantiamo “become a digimon in a digiworld”, vogliamo che le persone pensino a un mondo nuovo, aperto e senza limiti. Noi vogliamo parlare di questo escape, di questa fuga da quelle che sono le gabbie della società moderna, come i social e tutto quello che ci intrattiene. È una ricerca di libertà verso nuovi orizzonti, aperti, non definiti, quindi il digiworld, appunto, dove noi traiamo questa specie di immaginazione. “United”, invece, è stato il nostro primo brano, ed è stato facile scriverlo perché ci trovavamo già su quella stessa lunghezza d’onda”, spiega il batterista JJ.
Il brano, veloce e frenetico, è diventato presto un inno per la band e un manifesto della loro filosofia di unione tra le band locali, quelle che partono dalla stessa città e che vogliono crescere insieme. È un pezzo molto veloce, che parla della fratellanza che ci dovrebbe essere tra le band, soprattutto quelle che vengono dallo stesso posto, dalla stessa città. La band, però, dopo aver preso consapevolezza di quella realtà idilliaca, non ha dubbi su ciò che manca alla musica italiana in generale: “Il gusto”, afferma convinto BB. Il panorama musicale italiano dovrebbe aprirsi a nuove realtà fresche e dinamiche come la loro e “non avere dei pregiudizi che si fermano a quello che è lo standard della musica italiana, non avere paura di fare nuove esperienze musicali, non esitare nel creare delle realtà così grandi tramite cui portare anche delle realtà più piccole dentro contenitori divulgativi”. Il futuro è promettente per la band, che sta lavorando al secondo disco, seppur manca ancora una data precisa per la registrazione. Aka_Snafu guarda il 2025 come l’anno con grandi progetti. “Oltre a nuove canzoni, ci sono anche tante novità in arrivo: una stampa in vinile di “GoSports”, il primo album, alcune date all’estero e, sicuramente, un ritorno in UK. “Abbiamo già ricevuto molte richieste da venue in città come Londra, Mancheste, Brighton, Newcastle e Bristol. Stiamo anche lavorando per un grosso evento, che terremo quest’estate, ma che non possiamo rivelare”, conclude con entusiasmo Aka_Snafu.







