Ricominciare a studiare invece di andare in pensione. È la storia del sessantacinquenne Michele Genchi, che ha festeggiato festeggia la seconda laurea insieme ai colleghi poco più che ventenni. Tra le mani la tesi in Letterature e culture di lingua inglese dal titolo “De/colonialità tra storia, cultura ed editoria” che sancisce la fine del suo percorso triennale in Comunicazione.
Ma Michele ha già gli occhi puntati sul prossimo obiettivo, ovvero la specialistica in Scienze storiche e sociali – sempre all’Università di Bari – dopo una vita passata in giro per l’Italia lavorando per oltre 40 anni nelle librerie. Perché lui è fatto così: la sua inarrestabile fame di apprendere lo ha portato – dopo il suggerimento della sua amata Francesca – a ritornare con la testa sui libri. Ed è così che Michele – una volta arrivato il momento di andare in pensione – è tornato a vestire i panni dello studente, sostenendo gli esami con professori quasi coetanei e aiutando i suoi giovanissimi compagni di studio nei momenti di difficoltà grazie alla sua immensa saggezza. Ed è proprio a loro che ha scritto non solo qualche riga tra le dediche del suo elaborato, ma anche un messaggio di ringraziamento inoltrato nel gruppo WhatsApp condiviso con gli altri studenti universitari: “Vi ringrazio di avermi trattato come uno di voi nonostante potrei esservi nonno. Siete quanto di più bello mi sia capitato in vita mia”.






