Il tempo passa, le esigenze cambiano. Ma la voglia di stare insieme no: ed è per questo motivo che a Bari ha da poco aperto To Gather, un nuovo locale che intende sovvertire l’idea stessa di divertimento. Il nome scelto indica il raduno (“to gather”, in inglese, significa proprio “radunare”), ma con il suono si avvicina anche allo stare insieme (“together”, per l’appunto). E a giocare sono Angelo Longobucco e la sua compagna Annarita Marinelli, che di convivialità sono esperti: hanno tenuto per vent’anni i manubri de La Bitta 2, storico pub di Bari vecchia. L’avevano lasciato nella primavera del 2024, e avevano già un’idea precisa in testa: una nuova attività, lontana dal centro ma in una zona dal grande potenziale, e soprattutto un modo diverso di intendere l’uscita con gli amici.
Ecco To Gather, quindi: dove non si mangia, ma si beve birra artigianale e – cosa pressoché unica – si ascoltano vinili, con la possibilità di acquistarli. “Abbiamo deciso di non servire da mangiare – dice Longobucco – Abbiamo lavorato per tanto tempo nel mondo della ristorazione, ora vogliamo goderci i clienti in modi differenti”. Cominciando con una scelta ben precisa per gli orari di apertura: niente notti infinite, ma le fasce tipiche delle attività commerciali diurne (dalle 10 alle 13,30 e dalle 16,30 alle 21; domenica chiuso). “È un negozio di dischi e birre artigianali, fra cui anche la nostra, che si chiama Loop. Abbiamo anche una postazione d’ascolto con il giradischi”, continua il titolare. Cambia tutto, cambia anche la sede: To Gather si trova in via Pasubio 192, e si candida a diventare un punto di riferimento per il quartiere Carrassi.
Un’altra movida è possibile, sembrano suggerire Longobucco e Marinelli: una movida che si scrolli di dosso l’inevitabile associazione alla notte e ai suoi eccessi, che sia piuttosto un modo sano di stare insieme, di parlare di dischi e ascoltarli mentre si sorseggia una birra, oppure assistere a uno dei tanti eventi culturali che il locale avvierà presto. To Gather nasce come progetto vincitore dell’avviso pubblico “Impresa prossima” del Comune di Bari, si arricchisce con pochi tavolini all’interno e con un’area esterna ricavata da un atrio privato, impreziosito da divanetti. Facilita le chiacchiere, si innesta in un quartiere già di suo molto animato e popolato. “Lasciamo il centro, è vero – continua Angelo Longobucco – Abbiamo sempre amato gli stranieri, ma ci dispiaceva notare la perdita di identità del centro storico. Noi volevamo le persone del luogo, e siamo andate a cercarle”.






