È un palazzo storico, che ha diversi secoli di vita sulle spalle. Ora è in vendita, e potrebbe diventare una struttura ricettiva. Palazzo Persia Diana è un gioiello nel cuore di Bari vecchia, su strada San Bartolomeo. È stato costruito dalla nobile famiglia Diana fra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, ha una cappella annessa – intitolata a san Bartolomeo – ed è stato utilizzato anche per fini religiosi: le ultime abitanti – fino a qualche anno fa – sono state le suore dell’istituto “Figlie di Sant’Anna”, trasferite poi a Conversano.
Ora per palazzo Persia Diana si prospetta una nuova vita: l’imponente struttura è in vendita – cappella compresa – e l’annuncio pubblicato da un’agenzia immobiliare online (gestito dall’agenzia Areachiara Immobiliare) la propone a 3 milioni 250mila euro. “L’investimento immobiliare, trattandosi di un intero fabbricato, si presta a diverse valorizzazioni – spiega l’annuncio – La soluzione finalizzata all’uso residenziale o all’uso ufficio comporta il rimodulamento degli attuali spazi in più unità immobiliari o aule, uffici e sale riunione”. Ma potrebbe diventare anche un albergo o un b&b: “La soluzione finalizzata all’uso turistico-ricettivo suggerisce il frazionamento degli attuali vani in piccole unità immobiliari, e la realizzazione al piano terra di area accoglienza, centro benessere e ristorante”. Gli spazi non mancano, palazzo Persia Diana si estende su 1.740 metri quadri e su quattro piani. Al piano terra ha già cucina e mensa, sopra camere da letto singole, doppie o triple, e alcuni vani hanno servizi igienici privati. “Sono inoltre presenti la cappella con la sacrestia, alcuni locali destinati a ufficio, studio, sala riunioni, archivio e infermeria”, precisa l’annuncio.
E proprio la cappella è uno dei valori aggiunti, anch’essa custode di una lunga storia: fu costruita nell’XI secolo, poi distrutta e rifatta completamente; l’aspetto attuale deriva da un restauro degli inizi dell’Ottocento, ed è stata attiva fino agli 80 del Novecento, per poi trasformarsi in cucina per le suore che abitavano lì. Soprattutto: c’è un piano interrato e una terrazza di 400 metri quadri praticabile, “con vista mare e sulla città vecchia, la Basilica e la Cattedrale”. Posizione “ricercata e strategica”, e in effetti è invidiabile. La finalità turistico-ricettiva può far gola, anche perché – come ricorda l’annuncio – “il fabbricato è assoggettato al vincolo della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio, permettendo così la possibilità di utilizzare il Mini Pia, rivolta alle Pmi del settore turistico-alberghiero, ovvero la contribuzione a fondo perduto sull’intero investimento immobiliare (acquisto, ristrutturazione, arredo) con finalità turistico-ricettiva”.








