Dal cinese al giapponese, passando dal thailandese, per finire al coreano. Negli ultimi anni a Bari si è verificata una maggiore apertura verso i sapori d’Oriente, i quali sono stati capaci di attirare buoni consensi, grazie alle loro tradizioni culinarie millenarie e al gusto deciso. L’exploit orientale in città, iniziato con i ristoranti cinesi e concretizzato con il grande successo del sushi giapponese, adesso si concentra anche sulla cultura culinaria coreana. Tra le ultime aperture di stampo asiatico, oltre ad Asian Town, un’attività che propone un mix di varie cucine tra cui quella filippina e vietnamita, spicca il ristorante coreano Sentò: inaugurato a dicembre scorso in viale Papa Giovanni XXIII, è un Korean fusion che ha subito incuriosito gli amanti delle specialità orientali.
Il proprietario è Francesco, 31enne di origini cinesi e cresciuto a Bari, che gestisce il locale insieme a sua moglie Cristina. “A Bari mancava la novità — dicono i proprietari di Sentò ai microfoni di Telebari — La cucina coreana sta piacendo ai baresi: vanno forte i tteokbokki, i famosi gnocchi di riso, nella nostra variante al formaggio, ma anche i vari tipi di carne e di salse coreane piccanti, dal gusto molto particolare. Sta andando bene. La clientela ritorna, e questo significa che piace”. Tra le specialità originarie della Corea spiccano il japchae bulgogi, un piatto a base di spaghetti di patate dolci con straccetti di manzo, verdure e soia, il dakganjon, cosce di pollo fritte avvolte dalla salsa piccante ssamjang, e il jeyuk-bokkeum, fatto con la pancetta piccante. Ad aprile scorso, ad arricchire la proposta coreana, è stata inserita una novità molto particolare: il korean barbecue. “Abbiamo una sala apposita — raccontano da Sentò — in cui ci sono sette tavoli con sette griglie a infrarossi, comprensive di cappe d’aspirazione. Il cliente potrà ordinare, per esempio, carne cruda di manzo, pollo, suino, oppure gamberi o verdure, e piastrarla al tavolo, scegliendo anche il tipo di cottura che gradisce. Una specie di fai da te. Il nostro ristorante è un korean fusion: i baresi, per la griglia al tavolo, amano la carne wagyu giapponese, un taglio molto pregiato. È il pezzo forte del korean barbecue”.
Sapori che stanno stimolando la curiosità dei baresi, ormai sempre più pronti a nuove gustose scoperte. “Bari sta cambiando — concludono — e si sta sviluppando molto. All’inizio pensavamo che la cucina coreana attirasse più una clientela giovane. Invece, da noi arrivano consumatori di tutte le età. Questo è un dato molto positivo. Spero che Bari diventi una città sempre più mondiale. Noi abbiamo altre attività di ristorazione in città, tra cui sushi e poke, e abbiamo notato tutta l’evoluzione. Abbiamo deciso di portare più culture e innovazioni, perché ci teniamo molto a questa terra”. Il primo ristorante coreano aperto a Bari è stato “U’kor”, inaugurato nel 2022. I baresi, dunque, potranno immergersi nel piacere della scoperta di nuovi abbinamenti asiatici. E chissà quanti altri sapori potranno arrivare dal continente più grande del mondo.







