Uno spirito libero e poliedrico caratterizza il profilo di Gianluca Serafino, ragazzo barese quarantenne, che da modello di Versace nei primi anni 2000, oggi è addestratore di cavalli, la sua più grande passione. Il suo racconto è quello di un artista a tutto tondo: un giorno disegna su tela volti dai colori vivaci, l’altro suona e canta musica, prevalentemente rock melodico, accompagnandosi con i tasti bianchi e neri del pianoforte e trasformandosi all’occasione anche in frontman di una band.
Un passato ricco di avventure, dunque, che iniziano quando appena poco più che adolescente comincia a fare foto per agenzie di moda locali. “Mi dicevano “Sei così bello – racconta Gianluca – dovresti fare il modello””. Lui che non aveva fatto caso alla bellezza che madre natura gli aveva donato, crede che quel dire sia solo un vezzo della gente che gli vuole bene.
Passa il tempo e quella incoscienza diventa consapevolezza, così appena diciottenne decide di partire da solo alla volta di Milano. Inizia l’iter dei casting, lavora da subito ma la svolta arriva una sera all’Hollywood, famosa discoteca della città, cuore pulsante della movida meneghina dove moda e spettacolo s’intrecciano fino a confondersi: “Avevo fatto già molte cose, ma i soldi stavano per finire – continua Serafino – la città era cara per uno che veniva dal nulla e voleva sfondare, così un amico mi invitò a una serata in discoteca, l’Hollywood. Mi dissi che se non fosse accaduto nulla, sarei tornato a Bari”. Ed invece, notato dall’agenzia di Riccardo Gay, fondatore a partire dagli anni Sessanta della Riccardo Gay Model Management, tra le più grandi nel settore, Gianluca inizia a sfilare per il marchio Versace mentre una foto del catalogo fa il giro di Milano diventando volto ufficiale di una campagna pubblicitaria della famosa casa di moda.
Arrivano le passerelle di Parigi, i lavori per altre celebri aziende. Un bel momento per lui ma qualcosa stava cominciando a franare, il suo animo ribelle e a tratti naif, lo spinge a rinunciare a tutto ciò che fino ad allora aveva costruito. La decisione diventa definitiva: “Da un anno, avevo una relazione con una donna; una notte di ritorno da Parigi, fui messo brutalmente fuori casa da due tipi poco raccomandabili che mi proibirono di rientrare a casa. Avevo appena scoperto che quella che io consideravo la mia compagna, aveva una doppia vita e io, sotto minaccia, fui costretto a lasciare tutto, subito”. La città è grande e lui solo. Lascia Milano e abbandona il mondo della moda per poi riagganciarlo due anni più tardi a Roma, dove si stabilisce per un po’ di tempo lavorando presso l’Art Cafè come ragazzo immagine: “Ho usato la mia bellezza – dice Gianluca – avevo bisogno di soldi, ma provavo disgusto per il passato. Quella vita non era più mia”.
Billionaire, Saint Tropez, lussi e vizi che non gli appartengono: di qui in poi l’inarrestabile sterzata verso una vita nuova, carica di viaggi ed emozioni, che lo portano a visitare il mondo in lungo ed in largo. Nel frattempo partecipa a un bando per lavorare in aeroporto: “Un modo come un altro – dice – per essere sempre a un passo dal prossimo viaggio”, ben riconoscendo in Bari il suo porto sicuro. Lui, che come le onde del mare è in continuo movimento, torna nella terra natia per ritrovare le radici e farsi coccolare fino alla prossima avventura. Lavora con Ryanair, facendo tappa negli aeroporti di Bologna, Dublino e Londra, dove poi lavorerà per la Malaysia Airlines. Ma la sua pace sono i cavalli, con i quali fin da piccolo ha avuto una connessione che lui definisce: “astrale, fatta di una comunicazione non verbale basata sul rispetto e la fiducia”.
A questo punto i suoi occhi s’illuminano e si riempiono di bellezza. A Madrid frequenta per 8 mesi il Centro hipico Mirasierra, tra le più importanti scuole equestri della Spagna. Tornato in Italia, rinunciando a un contratto per la compagnia aerea degli Emirati Arabi, si ferma a Matera che diventa la sua base: l’amore di una donna e i sassi lo sostengono nel nuovo cammino. Nel 2020 arriva il Covid che confonde le carte e cambia i destini. Decide allora di non stare con le mani in mano e mentre lavora di notte in un noto albergo della città materana, di giorno segue le lezioni di pianoforte, altra sua passione, presso la Sync, scuola di musica e canto mentre con il diploma equestre torna ad addestrare i cavalli: “Il cavallo è un grande specchio, non ti permetterà mai di mentire su chi sei veramente – si emoziona Gianluca mentre lo racconta – è la mia cartina al tornasole”. A maggio 2025 partecipa al corteo storico di San Nicola nel ruolo di cavaliere insieme al suo Jasper, un purosangue dal manto nero corvino e folta chioma nera, insieme sono due anime inseparabili.
Come i cavalli, rinomati per il loro atteggiamento fiero, anche Gianluca mostra un carattere indipendente e forte, nobile nel cuore e semplice nelle parole e nei gesti: un uomo che nonostante le passerelle e i fumi di una vita giovanile trascorsa tra bellezza e lustrini, riconosce nella terra, intesa come luogo da scoprire, il fil rouge della sua vita, spinto costantemente da quella curiosità innocente a cercare la prossima avventura che lo arricchirà per diventare, spera, un uomo pieno e soddisfatto.








