Dalla Puglia alla Norvegia, con destinazione Capo Nord. Otto le nazioni percorse per un totale di 4.000km, senza alcun supporto meccanico, e una meta leggendaria da raggiungere: il circolo polare artico. È l’ultima impresa faraonica di Luigi Giaccari che, in sella alla sua inseparabile Vespa PX150, da Salve, in provincia di Lecce, approda ai confini del mondo, sul promontorio di Nordkapp quale punta Nord dell’isola di Magerøya, nella parte più settentrionale della penisola scandinava.
Il desiderio di vivere un’esperienza magnifica di tale portata nasce qualche anno fa in Luigi: dapprima l’idea di intraprendere la traversata epica con un fuoristrada, la Suzuki 1300, poi la scelta dello storico scooter della Piaggio. “Ho deciso di fare questo viaggio affidandomi all’agenzia Raid Tribe che annualmente organizza la spedizione verso Capo Nord – racconta il vespista pugliese – Mi sono iscritto e insieme ad altri 119 abbiamo intrapreso il viaggio con partenza da Arco, in provincia di Trento”.
Motori accessi e via alla terza edizione del Nordkapp Classic Raid promosso da Raid Tribe in collaborazione con il Vespa Club di Firenze. Quindici giorni di tempo per staccare i nastri del traguardo, lo start dal comune italiano sabato 14 giugno. Un’odissea per le terre di mezz’Europa da Monaco di Baviera a Berlino passando per Stoccolma, da Umeå a Rovaniemi e, in ultimo, Capo Nord. Un percorso affascinante passato per la Germania con le sue bellissime distese e campi di malto e luppolo, ettari di senape fiorita di un giallo intenso, fino alla Lapponia tra foreste di pini e villaggi suggestivi, laghi e fiumi, l’incanto dei rorbuer più comunemente ricordati come le casette rosse, tipiche abitazioni dei pescatori della costa.
Luigi, per i più semplicemente Gino, affronta questa avventura con entusiasmo e tanta determinazione, senza mai tirarsi indietro e – anzi – aiutando chi in difficoltà. Percorre 4.000 km e brucia 115 litri di benzina per 2,3 kg di olio miscela, coronando un sogno e scrivendo una nuovo capitolo di vita, di certo favoloso e indimenticabile. Lo compie in 14 giorni, uno in meno rispetto al tempo massimo consentito, e al finish gli viene conferito un attestato di merito che consacra l’impresa titanica.
Un viaggio che guida gli aderenti l’iniziativa non soltanto per luoghi stupendi. È una sfida per misurare se stessi, condividere ostacoli e momenti di pura convivialità con il gruppo, scoprire storie di vita vissuta e culture differenti. “Da ex motorista navale ho aiutato un partecipante di Berna che ha avuto diversi problemi meccanici al mezzo durante il tragitto. Gli ho cambiato una ruota danneggiata mentre le renne ci passavano accanto – rammenta Gino – In una stazione di servizio abbiamo trovato dei lapponi con i loro vestiti tipici, colorati e carinissimi. Abbiamo visto anche come viene preparato lo stoccafisso, da noi consumato tradizionalmente a Natale. Il loro vento freddo disidrata il pesce rendendolo conservabile a lungo termine. A Honningsvåg abbiamo mangiato il granchio reale, una prelibatezza locale costosa ma tanto saporita. Abbiamo assaggiato anche la carne di renna, squisita e molto morbida. Per affrontare le lunghe giornate in moto la mattina una ricca colazione con succhi di frutta, uova e bacon. Sulle temperature il termometro segnava due gradi, percepiti zero: per affrontare il freddo tute imbottite, maglie termiche, calze di pile e guanti”.
Da una decina d’anni Luigi Giaccari è iscritto al Vespa Club Italia, nella sezione di Lecce. Inizia a scrutare l’ambiente tra manifestazioni domenicali e raduni regionali ma già da ragazzino respira – per così dire – la combustione che esce dalla marmitta di una Piaggio. Cresce tra e con la Vespa, le prime esperienze con la 50Special sul percorso Salve-Gallipoli, una strada ben diversa da quella odierna. La magia del pendolarismo dall’età di 14 anni, nel cuore del Salento. Il tempo però viene a mancare quando è chiamato a salpare per navi militari, il lavoro frena il rombo del motore. Oggi, dopo una carriera ventennale da sottoufficiale della Marina e con il pensionamento, riprende attivamente la moto tra le mani. Prima il giro del mondo per mari, adesso via terra con l’amata Vespa.
Colleziona esperienze come il “Giro dei Tre Mari” organizzato dal Vespa Club di Bari e il Trofeo GranTurismo per il quale nel 2024 vince il premio della categoria Automatica e l’annessa possibilità di visitare a Pontedera (PI) la casa della dueruote che negli anni Quaranta rappresentò il simbolo di rinascita di un’Italia ancora traumatizzata dal secondo conflitto mondiale. Ancora, partecipa al Vespa World Day 2025 di Gijón (Spagna) prima dell’atteso appuntamento di Capo Nord che altro non fa che stimolare nuove sfide. Per il futuro Gino ha in serbo ancora grandi progetti: la Route 66 in America (una delle prime autostrade federali statunitensi che collegò a partire dal 1926 Chicago a Santa Monica, lunghezza 3.940km) e il viaggio on the road con destinazione piazza Rossa di Mosca (la distanza da Salve è pari a 3.530km).
Tre le Vespe con le quali l’avventuriero pugliese oggi, finalmente in età pensionistica, macina chilometri su chilometri senza timore e con la curiosità che ha un bambino nella scoperta di posti inesplorati. Una grande passione che, peraltro, condivide in famiglia. Anche le donne di casa, sua moglie e sua figlia, lo seguono con entusiasmo nei circuiti nazionali e tra cugini, cognati e nipoti si potrebbe aprire il Club Giaccari.








