Impara l’arte e mettila da parte: lo sa bene Stefania Ricci, ventottenne barese con la passione per la sartoria. Definirla una stilista sarebbe riduttivo. Stefania è una imprenditrice che si è fatta da sola. Un po’ come i suoi jeans, completamente self made, a partire dall’idea, dal modello, dalla realizzazione artigianale. Il suo percorso travagliato, sofferto, voluto con ostinazione, l’ha portata a inaugurare il suo sogno lo scorso 11 luglio, con l’apertura di Icarus 16.01 in Corso Benedetto Croce 243 a Bari, lì dove precedentemente sorgeva una galleria d’arte.
“Il nome Icarus 16.01 nasce da un’identificazione con il personaggio di Icaro, che ha osato volare, anche a costo di bruciarsi. Anche io ho volato vicino al sole tante volte e quando ho bruciato le ali, beh, ho imparato a ricucirle. Il numero accato al nome, 16.01, sta per 16 gennaio: è il giorno di nascita di mia mamma, che non c’è più. Tutto questo è per lei. Ogni cosa”.
La storia di Stefania è quella di un sogno iniziato a 20 anni e realizzato a 28. La ragazza barese è l’esempio di come la passione, l’attesa, la determinazione e un pizzico di testardaggine possano far fiorire i propri desideri. “La passione per la moda mi accompagna da quando ero piccolissima – racconta – Ho frequentato il liceo artistico e, parallelamente, un corso di sartoria il pomeriggio. In seguito mi sono trasferita a Firenze per frequentare l’università, corso di Fashion Technology, che però non ho terminato a causa di un periodo difficile legato alla depressione”.
Nel 2017, rientrata a Bari, si sente persa, senza direzione. Ed è proprio in quel momento che è nata l’idea del negozio. “È stato un punto di svolta, perché il negozio, anche se allora era solo un progetto, mi ha letteralmente salvata”. Non avendo fondi, inizialmente Stefania tenta di intraprendere il percorso con il bando “Resto al Sud” di Invitalia, riscontrando difficoltà nell’affrontare completamente da sola il business plan: “Non ero in grado di farlo – ammette la giovane – e i corsi per imparare richiedevano un numero minimo di partecipanti che, nel mio comune, non si raggiungeva mai”. L’arrivo del Covid, cambia tutto. I corsi si potevano seguire online da altri comuni e la giovane ragazza riesce a frequentarne telematicamente uno sito a Napoli.
Inizia un lungo percorso: tra tempistiche burocratiche, pratiche da compilare e limiti da superare, passano intanto quattro anni, “ma alla fine ce l’ho fatta e sabato scorso ho finalmente aperto il mio negozio” dice orgogliosa. Il progetto è interamente incentrato sui jeans, materiale resistente, duraturo e sostenibile. Jeans da vivere, da raccontare, da personalizzare. “L’idea è dare voce alle persone, trasformando le loro storie, i loro sogni e i loro desideri in capi unici, realizzati su denim 100% cotone, made in Italy, prodotti da un’azienda artigiana a Napoli – spiega Stefania – di cui io disegno i modelli, creo le prime ispirazioni, ma l’obiettivo è sempre lasciare spazio all’espressione di chi li indossa”.
Non sarà un caso che l’erede di quella galleria d’arte presente dove ora sorge Icarus sia stata Stefania. Un passaggio di testimone tra due forme artistiche, come afferma la giovane donna: “Mi piace pensare che l’arte continui a vivere anche adesso, solo in una forma diversa. Perché ogni capo è una tela, e ogni cliente è un’opera viva”. Dai modelli ai pezzi esposti, dalla scelta dell’arredo alle scritte dipinte a mano sulle pareti, ogni dettaglio è realizzato interamente da Stefania Ricci. “La risposta dei baresi è stata fatta di curiosità e stupore: tante persone si fermano, entrano, fanno domande, mi fanno i complimenti: sto seminando, e sono sicura che arriveranno anche i frutti”, conclude decisa Stefania.