‘Biancorossi per sempre’ dedica il suo undicesimo capitolo al numero 7 che ha lasciato il segno nella tifoseria biancorossa: Carmelo Bagnato. Nato a Scalea, in provincia di Cosenza, il 16 maggio 1956, ha lasciato la Calabria a 15 anni d’età per trasferirsi alla Ternana, con la quale ha fatto la trafila dalle giovanili sino ad arrivare in prima squadra. Centrocampista offensivo dotato di buona tecnica, impiegato spesso come esterno d’attacco, con la maglia biancorossa ha disputato ben cinque stagioni, per un totale di 165 presenze e 20 gol. La sua carriera si è svolta principalmente in serie B, dopo aver assaporato i campi della serie A con i colori di Ternana e Fiorentina.
Arrivato a Bari nella calda estate del ’78, il suo primo campionato in biancorosso è stato uno dei più particolari e complicati della storia del Bari: quello targato Santececca-Corsini-Catuzzi, concluso con una salvezza raggiunta sul filo di lana anche grazie a un suo gol contro l’Udinese (1-1). Bagnato si mise in mostra anche nelle stagioni successive, dove, allenato prima da Renna e poi da Catuzzi, diventò uno dei validi punti fermi della squadra di Matarrese. Proprio col tecnico pioniere della ‘zona totale’, Catuzzi, Bagnato disputò le sue migliori stagioni della sua carriera: con il famoso ‘Bari dei baresi’ del 1981-82, il talento di Scalea, diventato capitano, relizzò nove gol, tra cui la doppietta al Pescara (3-1) e le reti a Rimini (1-0, 0-2), Foggia (1-2), e tanti assist. L’ultima sua stagione barese coincise con la retrocessione in C (1982-83), nonostante le sue sette reti realizzate, tra le quali quelle siglate al Palermo (1-0), al Bologna (1-0) e nuovamente col Foggia (2-1), dove un suo rigore regalò la vittoria nel derby. Ma lo score personale, in quell’annata sfortunata, avrebbe potuto essere più ricco se non avesse fallito tre calci di rigore.
“Era la nostra vera chioccia – dice l’ex ala biancorossa Gigi De Rosa a Telebari – Un grande punto di riferimento dello spogliatoio per noi ragazzi, sempre pronto a consigliarci. E poi era molto scherzoso, ci siamo divertiti un sacco nei due anni con Catuzzi. Io giocavo in attacco con lui, e spesso i tifosi ci confondevano perché eravamo simili. Mi dispiace davvero tanto per le sue condizioni”. Gli fa eco l’ex difensore Giorgio De Trizio: “Nonostante all’epoca avesse 25 anni, lo vedevamo come uno di grande esperienza. Non l’ho mai visto arrabbiato, ricordo i suoi divertenti battibecchi con Majo. Purtroppo, negli ultimi anni sta vivendo un brutto dramma”.Chiusa l’egregia parentesi biancorossa, andò al Lecce (31 presenze e 3 gol), sempre in B. Oggi, Bagnato ha 69 anni e vive nella sua Calabria, ma le sue condizioni di salute sono da tempo molto precarie: è afflitto dal morbo di Parkinson, che l’ha colpito quando aveva 55 anni.
Sul piano personale, non calcistico, la vita non gli è stata molto generosa: orfano di madre a dieci anni e un padre conosciuto per la prima volta da adulto. La tifoseria biancorossa non ha mai dimenticato le sue scorribande e la sua pregiata tecnica, e in passato ha organizzato anche una raccolta fondi in suo favore. Bari è stata sicuramente la tappa più importante della sua carriera: “Il mio sogno sarebbe tornare con le mie gambe allo stadio e salutare i tifosi sotto la curva”, raccontò qualche anno fa. Bagnato è stato un talento che ha realizzato il suo sogno di diventare calciatore, che ha divertito le platee, ma che avrebbe sicuramente meritato di più dal calcio.







