C’è tantissima Puglia nel disco d’esordio di Casadilego. La cantautrice originaria di Teramo – vincitrice della quattordicesima edizione di X Factor – si è presa il suo tempo, e ora è fuori con “Silenzio (tutto di me)” (OTR Live/Ada Music Italy): è un lavoro preciso, studiato, pensato ed elaborato a lungo, punta sull’artigianalità in un mondo che invece spinge sempre più sul digitale e sull’intelligenza artificiale, ed è un lavoro molto pugliese.
Lo è per la cover dell’album, un’opera di grafica analogica fatta di filo su carta, firmata da Lella Povia. Lo è perché le canzoni sono state registrate nelle campagne di Guagnano (provincia di Lecce), al Sudestudio di Stefano Manca, punto di approdo e rifugio di artisti italiani e internazionali; è pugliese il fonico di studio Peppe Petrelli, come il fotografo Albert D’Andrea (Bisceglie), e pure la manager Manuela Martignano. A lavorare sul disco ci sono stati i musicisti Donato Di Trapani, Carmelo Drago, Davide Savarese e Samuele Barracco; il produttore artistico del progetto è Dani Castelar, già produttore fra gli altri di Paolo Nutini.
Si è presa il suo tempo, Elisa Coclite (questo il vero nome di Casadilego): era adolescente quando ha vinto X Factor e si è fatta conoscere dal grande pubblico, da quel 2020 sono ormai passati sei anni e lei è diventata adulta. Non ha perso la raffinatezza, anzi, e “Silenzio (tutto di me)” ne è la prova: la sua passione per il folk americano, britannico e irlandese c’è tutta, e attraverso un’elettronica analogica è approdata a un pop alternativo, sincero, intimo e personale. “I brani raccontano un momento di passaggio, dalla tarda adolescenza a un principio di età adulta che, pur nel suo essere un approdo recente, è stata comunque in grado di travolgermi, rendendomi una giovane donna che fino a pochi anni prima era impossibile anche solo immaginare – dice lei stessa – Dopo la vittoria a X Factor scegliere il silenzio per rispettare i miei ritmi e la mia indole artistica non era scontato, ma quel silenzio è diventato uno spazio accogliente per tutto quello che è successo: il cinema, il teatro, l’incontro con le persone che hanno la mia stessa idea di musica”. “Pensiamo spesso al silenzio come a uno spazio vuoto – continua – io ho sperimentato il contrario. Queste canzoni, esattamente come me, sono passate (letteralmente e musicalmente) per mille distorsioni, ma sono rimaste semplici e sincere”.
Tanta Puglia, si diceva, e c’è pure nel primo singolo estratto dall’album, “Verdeforesta”, soprattutto nel videoclip firmato da Roberto e Nina Biadi (disponibile su YouTube): racconta la storia di Idefix, un ibis eremita che volava al contrario. Apparteneva a una specie di uccello estinta nel XVII secolo e reintrodotta in Europa solo negli ultimi anni grazie a un progetto internazionale, avrebbe dovuto imparare a migrare dalla Toscana alla Baviera come i suoi simili – grazie all’insegnamento di “mamme umane” in deltaplano – e invece ha scelto di andare a Sud e fermarsi sul Gargano, per più di un’estate. Solo e controcorrente, è diventato simbolo inconsapevole di libertà e scelta individuale. “In questa storia Casadilego ha riconosciuto il riflesso del proprio percorso – si legge nella presentazione dell’album – rallentare invece di accelerare, scegliere la propria rotta invece di seguirne una già tracciata. “Verdeforesta” è così un manifesto poetico e visivo, un omaggio a chi ha il coraggio di andare controcorrente e il primo passo verso “Silenzio (tutto di me)”, un album che raccoglie tutto ciò che è stato, ed è, Casadilego”.









