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domenica 5 Dicembre 2021
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Bari, lo squash è una questione di famiglia: i giovanissimi fratelli De Bartolomeo tra i top d’Italia

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Come i Laudrup o gli Inzaghi, nell’ambito del più blasonato pallone, come gli Abbagnale nel canottaggio, ma nello squash: sport di racchetta tra il tennis e il padel, già riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale e in attesa di essere incorporato in un futuro programma a cinque cerchi. Il talento made in Bari è quello dei fratelli Daniele e Simone De Bartolomeo. Il primo ha 16 anni, è già due volte campione italiano ed è in cima alla lista del ranking federale under 17. Il secondo, appena 14enne, ha già conquistato un primo titolo tricolore. Entrambi, da giovedì e fino a stasera, sono impegnati nel raduno della Nazionale: un impegno mensile che prepara gli agonisti più forti dello Stivale ai vari impegni in programma.

A raccontare i primi anni della loro avventura nello squash è papà Gianluca, anche lui giocatore di 49 anni. “Un percorso iniziato cinque anni fa – spiega -. Daniele giocava a pallone ed era anche molto forte. In una domenica senza calcio, per scherzo, ha deciso di provare lo squash con alcuni amichetti. Da allora non si è mai più fermato e ha trasmesso la sua passione anche a Simone. Allo Squash Center Bari di Santa Caterina hanno coltivato il loro talento. Merito di Dino Ranieri, che in quella struttura ha dato la possibilità a tanti ragazzi di poter affinare le loro abilità”.

Lo squash come una questione di famiglia, alimentata grazie alla collaborazione di tutti. “Io accompagno i ragazzi in giro per l’Italia per le gare. Pre Covid, anche all’estero – rivela Gianluca -. Ma senza l’aiuto e la comprensione di mia moglie Valentina saremmo tutti persi. Daniele e Simone si allenano sei giorni su sette, quattro volte sul campo e due in palestra. Non è facile coordinare il tutto e lei ci riesce alla grande. Ha molta pazienza, è una santa e sia io sia i suoi figli dovremmo farle costruire una statua”.

Daniele e Simone sono iscritti al liceo scientifico sportivo del Di Cagno Abbrescia di Bari. “La mia materia preferita è il diritto”, dice il più grande. “La mia è geostoria”, confida invece Simone. “Coniugare sport e scuola non è facile, ma con la giusta organizzazione e molto sacrificio riusciamo a conciliare dovere e piacere”. I colpi dello squash sono tanti. “Quello che mi riesce meglio è la kill di dritto, un lungolinea potente e basso – spiega Simone -. È il mio cavallo di battaglia”. Per Daniele, invece, l’asso nella manica si chiama lungolinea di rovescio. “È il colpo con il quale riesco a mettere in difficoltà i miei avversari – conferma -. Me lo ha insegnato il nostro allenatore Damiano Lasciarrea: la nostra vera guida, a lui dobbiamo tantissimo”.

I campionati italiani giovanili sono in programma a fine mese a Riccione. Daniele e Simone, inutile dirlo, sono tra i favoriti delle rispettive categorie. A seguire, ci sono gli assoluti italiani, dove i fratelli di Bari si misureranno anche con gli adulti. Il loro sogno, però, è vivere da protagonisti una Olimpiade. “Sarebbe bellissimo – concludono in coro -. Speriamo davvero che il Comitato Olimpico Internazionale possa dare presto il via libera perché il nostro è uno sport di sacrificio, non da meno a tanti altri più blasonati. Il solo pensiero di poter gareggiare in una competizione mondiale come quella delle Olimpiadi rappresenterebbe per noi una soddisfazione indescrivibile, oltre all’orgoglio di rappresentare l’Italia nel mondo”.


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