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giovedì 11 Agosto 2022
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Biancheria intima, consegne ‘flash’ a domicilio: la startup sbarca a Bari. E assume 10 persone

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“I consumatori avranno la possibilità di usufruire di un servizio premium caratterizzato dall’assistenza di un personal shopper a domicilio a cui poter chiedere informazioni e consigli, consegne flash nella propria abitazione, o ovunque si desideri”. Il servizio è comune a tanti settori del commercio. Nell’ambito della biancheria, però, la circostanza probabilmente non ha precedenti. L’idea è griffata Unyli, ecommerce B2C e piattaforma multicanale per il settore dell’intimo della startup Retail Capital: due imprenditrici, Valentina Fabbri e Vanessa Fiore, che con la collaborazione dell’esperto di settore Francesco De Paolo, lanciano un servizio delivery inizialmente dedicato a San Severo, in provincia di Foggia, ma che entro la fine del 2022 prevede la propria espansione in altre otto città del Sud Italia. Tra queste, anche Bari.

Consulenza gratuita in-store e consegna a domicilio entro 6 ore dall’ordine, con sostituzioni e resi in tempo reale, sono i servizi innovativi offerti dalla startup. Una nuova azienda che “mira a rivoluzionare la filiera dell’intimo sfruttando la rete capillare di negozi affiliati nel territorio e la velocità del web”, spiegano le due fondatrici. “Acquistare un capo di lingerie non è una semplice transazione – aggiungono – è un’esperienza che può valorizzare il potenziale di ogni donna. E proprio per poter raggiungere tutte le donne e andare incontro alle esigenze di ognuna, Unyli prende la forma di uno shop accogliente dove le persone possono toccare con mano i prodotti e avvalersi del personale competente per trovare il capo che calzi alla perfezione”.

“Per le più tech-savvy, invece, la piattaforma si concretizza in una boutique online caratterizzata un servizio di personal shopping digitale – spiegano ancora da Unyli -. Non solo. L’azienda sta lavorando alla realizzazione di veri e propri store 5.0 per i retailer dell’intimo, negozi con una tecnologia di misurazione delle forme che permetteranno agli utenti di creare il proprio ‘avatar’ per provare ‘virtualmente’ tutti i capi presenti nei punti vendita e acquistare la taglia perfetta anche da casa. Nei punti vendita saranno, infatti, disponibili camerini 4D in realtà aumentata per far vivere ai consumatori un’esperienza unica anche sotto il profilo sensoriale”.

“Nell’ultimo anno – dice De Paolo, general manager di Retail Capital, la startup – Unyli ha registrato una solida crescita, nonostante la frenata dei mercati dovuta alla pandemia: l’investimento nel Mezzogiorno non è che la conferma della validità della nostra strategia di sviluppo sul territorio italiano. Il piano Future Unyli, nell’ottica di uno sviluppo dell’insegna, prevede anche l’apertura di store fisici e l’acquisizione della licenza dei punti vendita di intimo, beachwear e calzetteria interessati al progetto con la possibilità di assumere il proprietario dello store come dipendente della società Retail Capital. Sono entusiasta di annunciare che sono previste 10 assunzioni entro la fine del 2022”.

“Unyli – spiegano ancora dalla startup – è l’unico sistema multicanale in questo settore basato su un modello phygital, che integra cioè il canale offline e quello online, selezionando i brand noti o ad alto potenziale e accompagnando i retailer in un percorso di digitalizzazione multicanale. La digitalizzazione parte dal negozio fisico, attraverso un layout innovativo e una gestione informatizzata del magazzino e della logistica, consentendo così ai retailer da un lato di ottimizzare le vendite e le scorte di magazzino e dall’altro di aver accesso al canale di vendita web, attraverso l’e-commerce di Unyli e il servizio di personal shopping”.

“I negozi affiliati – concludono – diventano poi anche gli ‘hub’ fisici, territoriali dove vengono dirottati gli ordini raccolti attraverso lo store online. La piattaforma Unyli, lanciata a novembre 2020, guida i retailer dell’intimo in un processo di digital transformation a 360°, attraverso un ecosistema che si fonda su tre punti cardine: digitalizzazione dei punti vendita fisici, riconversione degli store in veri e propri hub, accesso al marketplace online e delivery dedicata. In meno di 2 anni di attività siamo stati in grado di aggregare già 15 negozi e di integrare 20 produttori primari”.

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