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mercoledì 26 Gennaio 2022
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Da chef giramondo a titolare di una storica merceria di Bari, la sfida di Maurizio: “Volevo tornare a casa”

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“Volevo tornare a casa. Volevo rimettere le radici nella mia Bari”. È la motivazione che ha spinto Maurizio, 35 anni, a rilevare l’attività di Renato, che di anni ne ha 78 e che per oltre mezzo secolo ha portato avanti con grande passione l’attività della storica merceria ‘Moda Intima’, al civico 19 di viale don Luigi Sturzo, nel quartiere Carrassi.

La storia di Maurizio è davvero particolare, perché nella vita, fino a poco tempo fa, faceva lo chef. Una carriera importante, arricchita da esperienze in giro per il mondo. “Sono partito da Bari all’età di 23 anni – racconta -. Ho lavorato per 18 mesi in Australia, poi in diversi ristoranti di Bari e poi ancora in alcuni yacht privati imbarcato tra Ibiza e Formentera. Due anni fa ho vissuto una bellissima avventura lavorativa in Kenya. Dopodiché, a luglio, ho deciso di tornare nella mia terra, questa volta per restarci”.

La scuola a indirizzo scientifico-tecnologico finita all’inizio degli anni 2000, poi le prime esperienze in cucina e la voglia di impararne tutti i segreti lo hanno portato a iscriversi ai corsi serali del Perotti, istituto professionale alberghiero della città. “Una scelta dettata dalla volontà di aprire qualcosa di mio – spiega Maurizio -. Poi, col passare del tempo, ho capito che la passione iniziale si era trasformata in abitudine. E che fare l’imprenditore in cucina, a 35 anni, sarebbe stato assai complicato. Il tempo da dedicare alla vita privata si riduce a niente. Diverso, invece, è avere un negozio”.

Da qui l’idea della merceria. Non una qualsiasi, ma un’attività portata avanti per 51 anni da un vero e proprio maestro del settore. “Ho conosciuto Renato tempo fa grazie alla nostra comune passione per la caccia – racconta Maurizio -. Sapevo che era stanco di lavorare, che voleva dedicare un po’ più di tempo a se stesso, ma allo stesso tempo che non voleva cancellare quanto di buono fatto in più di mezzo secolo. Quando sono tornato dal Kenya è stato lui a farmi la proposta. Ci ho pensato su e ho deciso di cimentarmi in un mesetto di prova”.

Una sorta di apprendistato, evidentemente andato a buon fine. “Il lavoro mi è subito piaciuto. È divertente. Qui, a differenza delle precedenti esperienze in cucina, hai un contatto diretto con i clienti. Li aiuti a risolvere i loro piccoli grandi problemi. Come in cucina, poi, la manualità è un fattore determinante: lavoriamo bottoni e cerniere, ganci e cursori. Grazie a Renato, mi sono subito innamorato del mestiere. Da qui, l’idea di iniziare questo nuovo percorso”.

Un viaggio in cui il vecchio proprietario dell’attività avrà sempre un posto in prima classe. “Cercherò di unire la tradizione del negozio di vicinato con qualche caratteristica 2.0 – conclude Maurizio -. Ho intenzione di aprire un e-commerce, di dare una piccola rinfrescata al locale, ma per il resto rimarrà tutto come prima. La gente deve avere l’impressione di entrare sempre nello stesso negozio. E Renato, in questo negozio, sarà sempre il benvenuto. È la sua vita, casa sua. Anzi, spero vivamente che nei primi mesi possa darmi una grossa mano”.

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