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giovedì 11 Agosto 2022
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“Io truffata con un sms delle (finte) Poste, mi hanno rubato 22mila euro”: la storia di una barese

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Un sms dall’account ufficiale di Poste italiane. “Gentile cliente, causa anomalia la invitiamo a seguire il link onde evitare il blocco”, con tanto di nuova password e avviso a “non comunicarla a nessuno”.

Una truffa credibile, che è costata a una donna della provincia barese lo svuotamento del conto corrente per oltre 22mila euro, poi recuperati solo parzialmente. Continuano le truffe informatiche a discapito di piccoli risparmiatori. Già il 5 gennaio 2022 Telebari ha raccontato la vicenda di Antonio Curci, esperto docente di informatica dell’ITT “Panetti Pitagora”, vincitore del premio internazionale Global Teacher Award 2021. L’esperienza in materia ha permesso al professore di evitare il misfatto, pur riconoscendo di “esserci quasi cascato”.

Una sorte peggiore è toccata a Francesca – nome di fantasia adottato a causa di un iter legale ancora in corso – correntista di Poste Italiane di Santeramo, che lo scorso 13 aprile ha ricevuto un SMS: “Gentile Cliente, causa anomalia, la invitiamo a seguire il link onde evitare il blocco”, con allegato link da cliccare.

Questo il sibillino messaggio che, secondo Francesca, acquisiva autorevolezza in quanto proveniente direttamente dal canale privilegiato con il quale Poste Italiane invia comunicazioni ufficiali come codici PosteID e autenticazione a due fattori.

Cosa accaduto dopo aver cliccato il link, ce lo spiega Francesca stessa: “Questo link ti rimanda ad un sito evidentemente falsificato di Poste Italiane. Nel momento in cui clicchi, ti chiamano fingendosi operatori di Poste”, seguendo le istruzioni del falso operatore il conto di Francesca è stato svuotato.

Circa 22.500 euro sono stati dispersi attraverso una fitta rete di bonifici e ricariche. La protagonista del racconto si rivolge quindi ad operatori del servizio antifrode, i quali le confermano l’inganno: “Questi truffatori sono riusciti ad hackerare il sistema informatico di Poste Italiane”.

Grazie al lavoro dell’Antitrust, Francesca riesce a recuperare una buona parte dei suoi risparmi. Non rimaneva altro, dopo denuncia ai carabinieri, che rivolgersi agli uffici postali per il disconoscimento delle operazioni nel tentativo di recuperare circa 6mila euro ancora nelle tasche dei truffatori.

La risposta di Poste Italiane lascia Francesca basita, secondo quanto ci racconta: “A seguito di verifiche, i movimenti risultano legittimi”. La risparmiatrice frodata si rivolge dunque a un legale, rivendicando da Poste una protezione blindata nei confronti dei correntisti dai tentativi di hackeraggio.

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