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sabato 13 Agosto 2022
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“Io, figlio di muratore ho conquistato il premio dei Nobel”: l’intervista al ricercatore barese Papangelo

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Non tutto si riduce al denaro, perché oltre ai soldi c’è anche la possibilità di dare una svolta alla propria carriera e offrire lavoro ad altre persone. L’ingegnere e ricercatore Antonio Papangelo, il 32enne di Altamura che ha vinto il finanziamento da un milione e mezzo di euro dall’ERC (European Research Council) per il progetto SURFACE, può finalmente rendere tangibile una ricerca del tutto innovativa nel campo dell’Ingegneria Meccanica. Un progetto che parte dall’osservazione in natura. Dall’osservazione dei gechi, nello specifico, che corrono sui soffitti a testa in giù e sulle pareti verticali. La sfida, dal punto di vista tecnologico, è quella di catturare i segreti della loro forza di adesione per spendere poi la scoperta in svariati settori.

Altamurano doc, Papangelo non ha vinto un premio qualunque, ma lo stesso conquistato da Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021. “Non c’è solo lui – sottolinea il ricercatore del Poliba – ma altri personaggi di rilievo che ho sempre guardato con grande ammirazione, come Nicola Pugno o Lucia Nicola. Nomi che a molti non dicono nulla, ma io posso dire di essere entrato nel club”.

Al netto della sua passione per la scienza, importante per la formazione è stata da un lato l’Università, ma fondamentale è stato anche il supporto dei parenti. “Sono figlio di un muratore e di una casalinga – dice ancora – sono quindi di origini semplici. Non posso che ringraziare i miei genitori per essermi stati sempre accanto e per avermi finanziato; perché se ho vinto il premio da un milione e mezzo di euro, è anche vero che fino ad oggi sono andato avanti con i ‘fondi di casa’. Grazie a loro ho svolto il progetto Erasmus ad Amburgo, non mi hanno fatto mai mancare niente. Alla stessa maniera è importante mia moglie, che mi ha supportato anche quando ho deciso di intraprendere la carriera accademica. Senza il loro aiuto non ce l’avrei fatta”.

Antonio Papangelo è attualmente ricercatore a tempo determinato al Politecnico di Bari. Ma grazie a questo riconoscimento in denaro potrà continuare a usufruire degli spazi messi a disposizione dall’Università e dare vita alla sua idea, nata da un’attenta osservazione della natura. Nello specifico, di un geco. L’obiettivo, adesso, è quello di “sviluppare superfici adesive che siano regolabili attraverso micro-vibrazioni sovrapposte”.

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