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sabato 29 Gennaio 2022
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Madonna di Campiglio, settimana bianca da incubo: 100 baresi nel focolaio Covid in albergo

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Doveva essere una settimana bianca all’insegna del relax, si è trasformato in un incubo Covid. La brutta avventura è stata vissuta da un gruppo di circa 100 baresi partiti per Madonna di Campiglio lo scorso 2 gennaio: una gita di sette giorni organizzata dal circolo ricreativo di una banca attraverso un’agenzia viaggi della città, che a sua volta si è affidata per l’occasione a un tour operator internazionale anche gestore della struttura individuata per la vacanza.

L’albergo è uno dei più attrezzati della famosa località sciistica, ma tra la comitiva barese c’è subito chi storce il naso. “Sin dall’arrivo abbiamo notato la pressoché totale mancata osservanza da parte del personale dipendente dell’hotel dei protocolli anti contagio – racconta uno dei partecipanti -. Soprattutto nell’organizzazione della cena servita a buffet. Mascherine portate non sempre alla perfezione, niente guanti, tavoli sistemati senza alcun rispetto del distanziamento interpersonale e nessuna traccia di segnaletica Covid che indicasse percorsi differenziati di ingresso e uscita o distanze da rispettare davanti ai tavoli con la roba da mangiare”.

La data di fine soggiorno era fissata al 9, ma giovedì 6 arriva l’amara sorpresa. “Intorno a mezzanotte – continua a raccontare uno dei partecipanti -, in modo del tutto casuale, venivamo avvertiti da altri ospiti dell’hotel che la quasi totalità del personale era risultato positivo al Covid e che pertanto, la struttura sarebbe stata chiusa già dal giorno successivo”. La notizia è confermata da un cartello affisso nella hall: “A causa dell’aumento di casi di positività – si legge nel messaggio a firma della direzione -, siamo spiacenti di dover comunicare che è stata presa la decisione di chiudere la struttura non potendo garantire un servizio adeguato”. Voci di corridoio parlano di 28 positivi su un totale di 30 dipendenti.

“Il giorno dopo ci arriva in stanza una lettera in cui il focolaio viene confermato, seppure senza alcun riferimento certo nei numeri – prosegue il cliente barese -. Allarmati dalla notizia appena ricevuta, considerato che sino a poche ore prima avevano consumato la cena serviti dal personale risultato positivo, abbiamo deciso di andare subito via. Uno dei miei figli, durante il viaggio di ritorno in auto, ha iniziato a manifestare qualche sintomo: in primis la tosse. Una volta a Bari abbiamo avuto contezza della ‘catastrofe’: io, mia moglie ed i miei due bambini tutti positivi. Per fortuna senza sintomi gravi. E solo tra le persone che conosco e che hanno partecipato al viaggio, 22 contagiati su 27”. In hotel, in tutto, c’erano circa 300 persone.

“Stiamo facendo partire una diffida nei confronti della direzione dell’albergo – conclude -. La nostra idea è che, nonostante diversi positivi tra il personale, chi gestisce la struttura abbia tentato comunque di chiudere la settimana come se nulla fosse. Quando dai piani alti hanno capito che non avrebbero potuto fare altro, hanno optato per l’unica soluzione possibile: quella di chiudere. Chiediamo ci venga riconosciuto il danno da vacanza rovinata, null’altro. Un rimborso, dopo la disavventura che ci ha visto protagonisti, crediamo ci spetti”.

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2 Commenti

  1. Anche mia figlia è rientrata il 2 gennaio da Madonna di Campiglio ed erano un gruppo di oltre 100 persone quasi tutti al rientro sono risultati positivi

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