La moda, come l’arte, è provocazione. È un pugno nello stomaco, è riflessione sul tempo che viviamo. E così capita, anche a Bari, che una professoressa di moda usi una borsa a forma di mascherina chirurgica per stimolare le alunne a interrogarsi sulle difficoltà che stiamo affrontando, inedite per gli adulti come per gli adolescenti. E, magari, per provare a usare l’autoironia come arma per venirne fuori, “senza dimenticare il dolore e le sofferenze provocate dalla pandemia”. L’idea curiosa è di Anna Verardi, docente di Progettazione della moda nell’istituto professionale Santarella di Bari.
La professoressa da qualche giorno attraversa la città indossando l’originale accessorio, scovato in rete e subito trasformato in strumento didattico. “L’ho comprata perché l’ho vista sul web e ho pensato che non potevo non averla – racconta – Mi ha divertito l’idea che in questi anni di pandemia la mascherina, per forza di cose, sia entrata a far parte di qualunque nostro outfit, ed essendo un oggetto brutto in sé, in molti hanno cercato di mitigarne l’impatto, usandone di colorate, abbinandole all’abbigliamento o agli accessori, utilizzandole in tessuti e fantasie di ogni tipo, dai pizzi alle paillettes”.
In qualche modo, dunque, possiamo dire che la mascherina “ha cercato di diventare un ‘accessorio’ di abbigliamento – riflette la prof Verardi – In questo caso, invece, è l’accessorio ‘borsa’ che vuole diventare mascherina, senza preoccuparsi troppo di essere un bell’oggetto e perché no, prendendosi anche un po’ gioco di alcuni arditi abbinamenti, proponendone uno decisamente autoironico, magari con l’intenzione di strappare un sorriso, che in questo periodo così drammatico non guasta”.
La reazione di chi incontra la prof con la curiosa borsetta non è univoca: c’è chi comprende, e chi disapprova. “I miei amici, che per fortuna hanno tutti il senso dell’umorismo, hanno riso e mi hanno detto: ‘sei la solita’ – spiega Anna Verardi – Come era prevedibile, non tutti però per strada sorridono, qualcuno ha storto il naso. Ma non mi aspettavo di certo un consenso unanime. Alle mie alunne ho spiegato che si chiama ‘senso dell’umorismo’: la capacità di cogliere il lato divertente delle cose, anche quando sembra che non ci sia niente da ridere”. Nella moda nulla è casuale, “niente è superficiale come può sembrare – insiste la docente – e la provocazione su un accessorio è un modo per riflettere sul nostro tempo, così complesso per le adolescenti, come sono le mie alunne e le loro coetanee”.








