In principio furono gli abiti usati. Poi arrivò l’etnico, con i capi acquistati da Porta Portese, da Londra, dall’India o dal Nepal. Tre sedi cambiate in 41 anni di attività: indimenticabile per generazioni di studenti universitari la vetrina di via Nicolai, meta di giovanissimi alla ricerca di vestiti ‘alternativi’. Tra le foto ricordo (ormai ingiallite, rigorosamente analogiche), le lunghe code davanti alla vetrina di via Re David, quando tutto era una novità e non bastava un clic per girare il mondo. Ora Murales lascia Bari. Dopo quasi mezzo secolo di vita, lo storico negozio di abiti scommette su Monopoli e saluta il capoluogo: la chiusura della vetrina del murattiano è prevista per fine febbraio. “Abbiamo già una sede a Polignano e sta andando molto bene, lavoriamo con i turisti da tutto il mondo – racconta la titolare Ghiga Daddabbo, il cui compagno ha aperto il primo store su via Re David – Avremo quindi una nuova sede a Polignano, così da potere mantenere l’attività nei negozi in primavera e in estate, per poi tornare a viaggiare per gli acquisti nella stagione invernale”.
“Ebbene sì, si chiude in questo mese una lunga storia, di ben 40 anni, che ci ha visto cambiare tre sedi, ognuna con la sua storia – annuncia Murales sui suoi profili social – Sbarchiamo a Monopoli nel centro storico e una nuova avventura avrà inizio. In negozio troverete tante cose carine fino a fine mese, a prezzi da battaglia”. La svendita totale prevede 15 euro a pezzo, e promette grandi occasioni. I clienti, però, non nascondono il dispiacere. “Un negozio che ha fatto la storia nell’ambiente ‘alternativo’, ricordo già dall’epoca del liceo, andavamo con le amiche in via Re David a comprare i pantaloni a zampa di velluto, e poi i vestitini frik”, scrive una cliente. “Hai fatto la storia di tutti noi fuori di testa di Bari e provincia, un punto di riferimento per tanti cuori ribelli”, fa eco un’altra.
La storia di Murales è raccontata dalla stessa Ghiga. “Dobbiamo tornare indietro nel lontano ’81 – sorride – Il fondatore di Murales è stato il mio compagno: aprì come negozio dell’usato, con capi selezionati a Napoli, Firenze, giacche tirolesi. Quando arrivò la moda londinese, avevamo le code fuori alla sede di via Re David”. Poi fu la volta dell’etnico. “Acquisti direttamente dall’Asia – ricorda – Negli anni Novanta un vero e proprio boom”. Da via Re David nel 2004 il trasloco in zona Ateneo, su via Nicolai, e poi nel 2018 l’approdo in via Principe Amedeo. Ora l’annuncio della chiusura della sede barese, che trasloca a Monopoli, nel cuore del centro storico (in via Garibaldi). “Da qualche anno siamo a Polignano, ci siamo trovati molto bene – racconta Ghiga – Ecco perché pensiamo di riproporre la nostra formula più mirata al mare, con parei, borse, destinate a un pubblico più esteso e a turisti da tutto il mondo”. Si cambia location, cambia vita ma mai stile. “L’idea è tenere aperte le sedi in primavera e in estate, per poi chiudere d’inverno e partire in giro per il mondo per acquistare i nostri capi”, dice Ghiga, mentre saluta le clienti baresi, pronte a seguirla anche in trasferta.







