Da Rutigliano al Burundi per adottare un bambino e, una volta arrivati a Gitega, il sogno di aprire un orfanotrofio per aiutare i bambini del luogo. Una storia di solidarietà, che arriva dal cuore di Rutigliano. E che ha i volti di Maria Giovanna Galluzzi e Leonardo Dioguardi, rutiglianesi e genitori di Emanuela e Giorgia. La coppia, dopo l’esperienza dell’adozione a distanza, ha infatti deciso – su sollecitazione delle figlie – di adottare il piccolo Olivier, orfano a Gitega, oggi capitale del Burundi.
Tutto comincia quando Maria Giovanna e Leonardo decidono di partire assieme ad altre tre famiglie (due pugliesi e una veneta) in viaggio per incontrare per la prima volta i loro ‘nuovi’ figli. A Gitega le famiglie conoscono Leopold Ntawuyanikira, un passato da orfano e una vita dedicata a migliorare le condizioni di vita dei bambini. ‘Monsieur Leopold’ – così viene chiamato – dirige un orfanotrofio gestito dall’associazione Bambini in Difficoltà per il Progresso del Burundi, lo stesso in cui vive il piccolo Olivier e altri due bambini adottati dalle coppie italiane. “Durante la permanenza in Burundi ci siamo resi conto che a breve saremmo rientrati in Italia con i nostri figli, ma tanti bambini orfani restavano lì in attesa di una famiglia, di una mamma e un papà che donasse loro amore – spiegano i neo genitori adottivi – Abbiamo sentito forte il desiderio di dare una casa ai bambini restati in Burundi; anche loro hanno diritto di vivere in una casa accogliente, di avere spazi per giocare e per studiare, di poter avere servizi igienici adeguati e soprattutto non devono essere costretti a spostarsi di tanto in tanto, visto che sono in una struttura in affitto”.
È da qui che nasce l’idea di fondare una onlus, ‘4INZU’: quattro, come il numero delle famiglie, e ‘inzu’ che dalla lingua kirundi vuol dire ‘casa’ e ‘famiglia’. Una grande famiglia allargata con una missione: costruire la ‘Nice Hope House’, una struttura d’accoglienza per tutti i bambini che non hanno avuto la fortuna di trovare genitori pronti ad accoglierli ed amarli incondizionatamente. La ‘Nice Hope House’ oggi è una realtà in grado di accogliere e proteggere circa 50 bambini di età compresa tra 3 mesi ed 10 anni. Lo scorso 16 febbraio una delegazione della no-profit ha raggiunto Gitega per l’inaugurazione del terzo modulo (su sei del progetto definitivo) e festeggiare assieme ai bambini di ‘Monsieur Leopold’ il risultato raggiunto dalla generosità di molti. La ‘Nice Hope House’ è stata raggiunta anche dal Ministro dei Diritti della Persona Umana, degli Affari Sociali e di Genere, Godelieve Ninninahazwe, che si è unita alla festa per l’espansione della struttura di accoglienza. “Vogliamo festeggiare oggi perché finalmente i nostri bimbi hanno una casa, non solo un posto in cui dormire, ma un luogo in cui crescere in armonia e con la dignità di bambini”, spiega Leonardo Dioguardi (in qualità di Presidente 4INZU) durante l’inaugurazione in diretta Facebook. Grazie alla generosità di migliaia di persone, oggi la ‘Nice Hope House’ conta un dormitorio, una scuola, cucina con mensa e un parco giochi.
Si è creato -nei 4 anni e mezzo necessari alla costruzione – uno speciale gemellaggio tra le comunità: quella di Rutigliano che ha sempre sostenuto la generosità di 4INZU e gli orfani burundesi. Durante i viaggi di solidarietà della Onlus, i bambini ed i volontari hanno imparato a conoscere la città del fischietto in terracotta grazie ai racconti di Maria Giovanna Galluzzi, Leonardo Dioguardi, Alessandro Petronella, Leonardo Guarnieri, Oronzo Giordano e molti altri rutiglianesi in missione umanitaria. Un legame tanto saldo da portare gli ospiti del centro di accoglienza di Gitega a festeggiare la Fiera del Fischietto in Terracotta nel 2020. Un ringraziamento particolare, ed una speciale dedica, viene fatta dalla Onlus a due persone che hanno reso tutto questo possibile: Monsignor Michele Lenoci, docente e biblista del seminario regionale della Puglia, la cui sorella ha sostenuto la costruzione dell’intero refettorio, e Oronzo Giordano, scomparso il 16 dicembre 2021. Giordano si era speso personalmente per la causa di 4INZU supportando le attività a Rutigliano. A lui è stato intitolato il primo dormitorio, con queste parole: “sei stato il gigante buono per questi bimbi, qui si sente forte la tua presenza. Che emozione vedere il triciclo che tu hai voluto caparbiamente caricare sul container qui a Gitega”.






