“È contro Dio, siete contro natura”. Parole come pietre: macigni per Carlo Cecca, giovane commerciante di Santeramo, che denuncia attraverso i suoi canali social come l’omosessualità – soprattutto nelle piccole realtà – sia ancora un tabù.
Carlo Cecca vive a Santeramo con il suo compagno. Il suo negozio Santè (che vende oggettistica per la casa, libri, piante e tisane) è stato teatro dell’ultima discussione con una cliente, degenerata in considerazioni che hanno ferito Carlo. “Dio ha creato l’uomo e la donna affinché la donna possa fare figli – scrive Carlo, riportando la conversazione avvenuta qualche giorno fa con una cliente cinquantenne – Credetemi, se la pensate così, non entrate più nel mio negozio. Il posto è stato creato per dar voce alla libertà, alla creatività e ad ogni singola forma di amore”.
Carlo è buddista, e lo racconta nel suo sfogo. La donna avrebbe provato dapprima a convertirlo al cattolicesimo, per poi contraddire, sulla base di questo, il desiderio di Carlo di sposare il suo compagno. Se il buddismo, religione di Carlo, per l’avventrice di Santè, non è una religione, ma una “setta”, il matrimonio tra due persone dello stesso sesso è “inammissibile”. E invece “nel 2022 è inammissibile sentir pronunciare, da una femmina, madre, queste parole dinanzi ad una coppia felice – denuncia Carlo – Ma soprattutto offendere la donna in questo modo. Siamo/sono esseri unici che sanno vivere sulle proprie gambe a prescindere da tutto. È inammissibile quanto una coppia di persone dello stesso sesso debba sentir dire ancora queste cose”.
Carlo si scusa per lo sfogo. “Se in giro sentite dire che a Santé c’è una coppia ‘frocia’, vi invito a venire perché vi regaleremo solo amore”. La discussione ha, però, per Carlo qualcosa da insegnare a tutti. “Che cosa mi ha insegnato questa storia? Che è importante sensibilizzare. Il giorno dopo l’accaduto ho incontrato decine e decine di santermani che mi hanno chiesto come stessi e cosa fosse accaduto – confessa – L’incontro che mi ha colpito di più è stato quello con una mamma, che ha una figlia di 14 anni che aveva appena fatto coming out con la famiglia, ma non con i propri compagni. Questa ragazzina da giorni non va più a scuola, perché presa in giro. Se questa donna avesse parlato con una persona sensibile o più debole di me, non sappiamo come avrebbe reagito. C’è gente che si è tolta la vita dopo discriminazioni simili”.
Non solo vicinanza e affetto, dunque: Carlo ha avuto modo di notare come molta gente faccia fatica, ancora oggi, ad accettare l’omosessualità. “In una notte su Instagram ho guadagnato 150 follower perdendone 70, questo mi ha fatto riflettere – conclude Carlo – Ovviamente non ho scritto il post di denuncia perché cercavo visibilità, ero solo molto arrabbiato, quello che mi fa più male è pensare che 70 persone erano d’accordo con quella donna. Tutto ciò è inammissibile nel 2022. Posso anche dire che un giovane sacerdote mi ha scritto in privato per darmi solidarietà. La cosa che mi consola è avere il pieno supporto della mia famiglia, cosa assolutamente non scontata”.








