Il programma di intrattenimento serale ‘I Soliti Ignoti’, in onda su Rai 1, ha ospitato la scorsa settimana una delle eccellenze pugliesi: a svelare la propria identità da ignoto, è stato Fabio Guaricci, 40 anni, originario di Acquaviva delle Fonti, designer specializzato nella progettazione di giochi educativi.
Dopo la maturità classica, Guaricci è partito alla volta di Milano per studiare disegno industriale, trascorrendo anche un anno di Erasmus in Norvegia, e subito dopo la laurea al Politecnico ha cominciato a lavorare per alcuni studi di design, per poi diventare freelance nel 2009 e operare da consulente del Design di Prodotto, Design Strategico e Design della Comunicazione. Ha maturato esperienze in Cina, Regno Unito e Germania ed il suo progetto Toy Design, nasce grazie ai suoi dieci anni di attività nel settore, un corposo bagaglio culturale e professionale che gli ha permesso di creare “uno studio di design di giocattoli che fanno la differenza”.
Quando l’abbiamo raggiunto per un commento, ci ha detto che la sua è una società di respiro internazionale con base a Milano e ad Acquaviva, i suoi clienti sono sparsi per tutto il mondo e molti di loro provengono da Stati Uniti, Grecia e India. Della sua partecipazione ai “Soliti Ignoti” ci ha raccontato: “È stato interessante e piacevole avere la possibilità di vedere come funzionano queste produzioni televisive, che hanno alle spalle un’organizzazione pazzesca”.
Tra i suoi clienti ci sono marchi molto noti ed il lavoro si svolge con professionalità: in base agli obiettivi di ogni cliente, infatti, si effettua uno studio di mercato e si fa una ricerca che permetta di ricavare il maggior numero di informazioni su quel particolare gioco. Vi è anche una fase di sviluppo industriale con disegni e modelli 3D. “L’esperienza ci ha forgiato – è il suo commento -, la nostra è un’industria molto veloce ed ogni progetto è diverso dall’altro”.
Ci ha anche spiegato che i giochi vengono solitamente ideati per scopi educativi o ludici, come nel caso del mercato di massa e di tutto ciò che è influenzato dall’entertainment e dalla cultura pop, eppure anche questi ultimi, secondo Guaricci, posseggono molteplici funzioni educative per i bambini, come ad esempio per le pistole giocattolo, che spesso vengono stigmatizzate perché si teme possano incitare alla violenza, ma gli studi dimostrano che sono invece utili ad esplorare emozioni come la rabbia e l’aggressività, in modo da poterle gestire meglio quando si diventa adulti. “I giocattoli di per loro sono tutti educativi”, ha continuato, “questo perché il bambino istintivamente è portato al gioco e quindi gioca con quello che ha”.
Guaricci, che dal 2018 è anche professore a contratto al Politecnico di Milano, è stato autore di diverse pubblicazioni scientifiche assieme ai colleghi Venanzio Arquilla e Davide Genco, con i quali sta lavorando a un libro sul design per l’autismo di prossima uscita: fa parte infatti del network LUDI, che si occupa proprio di inclusività e autismo. È interessante scoprire inoltre che i suoi Awareness Toys, che si possono trovare tra le sue creazioni sul sito di Toy Design, sono stati partoriti grazie ad una collaborazione con gli educatori dell’ATS (l’Asl lombarda) e la loro funzione terapeutica è stata testata anche nel carcere di San Vittore, con i detenuti tossicodipendenti. Non solo giocattoli per bambini quindi, ma anche giochi sperimentali per gli adulti e per il loro benessere, che li aiutino a familiarizzare con le proprie emozioni e il proprio vissuto.







