Un ‘vuoto urbano’, nel cuore del quartiere San Paolo, tutto da reinventare grazie alla collaborazione dei cittadini, che quotidianamente lo vivono. Il percorso partecipato prevede incontri fino a giugno: poi quattro giovani architetti disegneranno il progetto, da affidare al Comune di Bari. È l’operazione di rinascita del ‘quartiere dei murales’ del San Paolo targata Renzo Piano. L’archistar (conosciutissimo tra i baresi per lo stadio San Nicola) incentiva il contributo creativo finanziando le quattro borse di studio ai giovani architetti under 35 (Tiziano De Venuto, Ezio Melchiorre, Rosa Piepoli, Giuseppe Tupputi), selezionati dal Politecnico di Bari come anima del progetto.
A darne notizia è stato negli scorsi giorni il Comune di Bari. Il progetto G124 targato Renzo Piano nasce nel 2013 con l’obiettivo di riqualificare alcuni luoghi delle periferie urbane, sfruttando l’energia vitale degli stessi cittadini che vivono quotidianamente quegli spazi, in modo da creare coinvolgimento e coesione sociale nel percorso di trasformazione. Il senatore a vita, infatti, ogni due anni devolve il suo stipendio da parlamentare per finanziare progetti in collaborazione con le università italiane. Per il biennio 2022/2023 sono stati scelti tre luoghi simbolo in altrettante città italiane: il rione Sanità a Napoli, una piazza del quartiere Commenda Est a Rovigo, e un vuoto urbano irrisolto nel quartiere San Paolo, a Bari, nei pressi di via Altamura, già interessata dall’intervento Quartiere Museale San Paolo.
Tutor dell’intervento barese sono i docenti del Politecnico Carlo Moccia e Francesco Defilippis, che raccontano a Telebari quali saranno le fasi del progetto. “Abbiamo cominciato a lavorare a febbraio, con la procedura di selezione dei giovani architetti – spiega il professore Defilippis – Il nostro stakeholder è il Comune di Bari, che ci seguirà con il suo staff”. Al Comune spetterà poi il compito di intercettare finanziamenti per realizzare l’opera.
In cosa consisterà l’intervento dei giovani architetti? “E’ stato individuato un vuoto urbano – racconta Defilippis – Una corte molto grande, condivisa da tre edifici che rivolgono le spalle a quest’area. Uno spazio lastricato con pochi alberi, utilizzato in maniera non costante soprattutto durante l’estate, nelle ore serali”. La piazza è vicina al parco Giovanni Paolo II, anch’esso in fase di restyling. “L’idea è trasformare quel luogo in un posto accogliente, certamente con tanto verde, un’area attrezzata per il tempo libero, per anziani e bambini – anticipa Defilippis – Non un luogo contemplativo, ma uno spazio in cui organizzare tante attività”. Come tradurre l’ispirazione in disegni (e poi nel progetto vero e proprio) lo decideranno i cittadini stessi, guidati dai quattro giovani architetti.








