32 C
Comune di Bari

Le notizie di oggi di Bari su Telebari.it

martedì 24 Maggio 2022
HomeStorie#Barifutura, la storia di Stefano: “Con Project Mana sosteniamo chi vuole fare...

#Barifutura, la storia di Stefano: “Con Project Mana sosteniamo chi vuole fare impresa rispettando la natura”

Notizie da leggere

Il luogo dove i protagonisti delle nostre storie si sono formati, si sono conosciuti e hanno iniziato a coltivare le loro idee spesso è l’Università, vero laboratorio di futuro. Chi tra voi lettori ha frequentato il Campus Universitario negli ultimi anni ha ben presente il fermento di iniziative, eventi e progetti che anima quei dipartimenti. È lì, tra l’orto botanico e i corridoi del plesso di Biologia, che nasce la storia di Project Mana.

“Noi ci occupiamo di supportare i “Nature Experience Providers”, cioè colo che offrono esperienze a contatto con Madre Natura: centri acquatici, operatori ecoturistici, centri di citizen science e altro. Mettiamo al loro disposizione le nostre competenze di formazione, comunicazione, progettazione e il nostro network internazionale. Non sempre chi ha una buona idea e voglia di impegnarsi per l’ambiente ha tutte le competenze necessarie. Noi siamo qui per loro”. A parlarmi è Stefano Bellomo, biologo ambientale e digital reputation manager.

Il suo impegno per l’ambiente e per la divulgazione scientifica è iniziato anni fa dal dipartimento di biologia e ora continua collaborando con la Jonian Dolphin di Taranto con Project Mana, anche grazie al contributo di Andrea Gernone e Lara Mastrogiovanni. Mettendo insieme l’esperienza di anni di attività anche internazionali sono risultati vincitori di Estrazione di Talenti, il programma di Arti Puglia per le startup più promettenti.

“Ad oggi, sono circa venti le organizzazioni iscritte a Project Mana, da varie parti del mondo. E siamo solo all’inizio. Abbiamo il forte supporto di partner internazionali che abbiamo conosciuto nelle avventure nel mondo in questi anni, uno su tutti Starboard, B-Corp leader nella produzione di tavole da paddle surf e windsurf. Ogni nuova realtà che entra nel nostro network permette a Starboard di piantare una mangrovia in Myanmar, contribuendo al più grande progetto di riforestazione di mangrovie del mondo, piante che assorbono moltissima anidride carbonica. Nel prossimo futuro realizzeremo importanti progetti di citizen science, cioè di scienza partecipata dai cittadini, dedicati alla tutela della biodiversità”.

La dimensione globale di Project Mana rispecchia la nostra generazione, in cui ormai le barriere tra nazioni sono sempre meno e ci ha coscienza di quanto l’intero pianeta sia un grande ecosistema estremamente interconnesso. Qual è però l’impatto per realtà che aderiscono al network di Project Mana? 

“L’impatto di Project MANA è tangibile ed innovativo perché innanzitutto agli iscritti di, banalmente, “farsi conoscere”. Inoltre, gli iscritti si formano su vari temi quali ecologia, comunicazione e come sviluppare in modo sostenibile la propria attività. Grazie al valore intrinseco del network, possiamo realizzare progetti condivisi insieme, che risultano difficili da realizzare da soli perché, talvolta mancano le competenze di progettazione o le competenze di “rete”. Questo ci permette di realizzare progetti su ampia scala e non solo “a spot”, limite che ad oggi caratterizza svariati progetti di tutela ambientale”.

Project Mana opera a livello internazionale, ma resta saldamente legata alla Puglia, tra Bari e Taranto. È chiaro cosa spinge a partire, ma perché ritornare?

“Perché la puglia è casa, perché qui abbiamo risorse uniche, incredibili che meritano di essere valorizzate e perché, ahimè, noto che c’è ancora poca concezione di network, soprattutto tra le organizzazioni ambientaliste. C’è poca coesione e poca condivisione e spesso si finisce per badare solo al “proprio giardino”. I problemi ambientali avanzano velocemente e c’è bisogno di agire insieme per provare a risolverli.

Parlando con Stefano, vedendo i suoi traguardi e l’impatto che avendo, non possono che tornarmi in mente i corridoi di biologia, le riunioni all’orto botanico e tra le vie del Campus. Allora è possibile seguire i propri sogni?

“Io sono fortunato perché sto riuscendo a vivere con la mia passione. Non so se c’è un modo semplice per farlo, ma di sicuro bisogna uscire dalla propria confort zone. Partecipando ai progetti di mobilità europea ho scoperto me stesso, la mia passione e la mia missione nel mondo: far vivere a più persone possibili la bellezza e la meraviglia di vivere madre natura con cuore, mente e occhi diversi. Siamo la generazione che ha accesso ad una conoscenza pressoché infinita grazie ad internet. Ora, dobbiamo far sì che questo “super potere” venga utilizzato per tutelare madre natura, tutelare la nostra casa e il nostro futuro. Il nostro super-potere è la conoscenza. Ora tocca a noi”.

Leggi anche...

Iscriviti per rimanere aggiornato sui fatti della città di Bari.

Guarda anche

Impossibile copiare il testo!