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sabato 21 Maggio 2022
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Vende un tavolo su Facebook, riceve una mail dall’Interpol. “Così ho scoperto una truffa”

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Mette in vendita mobili su Facebook ma la contrattazione finisce con una mail dell’Interpol. Si tratta di una truffa architettata ai danni di utenti che si servono del social network per disfarsi di articoli usati.

Franco (nome di fantasia), residente nell’area metropolitana di Bari, fortunatamente non ci è cascato ed ha voluto raccontare l’accaduto alla redazione di Telebari per mettere in guardia altre potenziali vittime. “Sembrava una normale contrattazione – spiega – ho anche parlato al telefono con lui”.

Franco ha messo in vendita un tavolo con sei sedie sul marketplace di Facebook e, come spesso accade in questi casi, è stato ricontattato per concludere l’affare. Dall’altra parte della chat c’è ‘Jorge’ che cerca subito di trattare il prezzo. “Fin qui nulla di strano, mi sembrava una normale chat – racconta Franco – a parti invertite, avrei cercato anche io di risparmiare qualcosina”.

Il nome esotico dell’acquirente non ha insospettito il venditore: “mi ha detto che era di origini francesi, fin qui nulla di strano, credo sia normale che su un sito internazionale ci siano persone di altre nazioni. Ho iniziato a muovermi con cautela quando Jorge mi ha detto che momentaneamente vive in Africa”. Il misterioso compratore cerca  di conquistare la fiducia di Franco prendendosi in carico le spese di trasporto fuori dalla Comunità Europea e sottolineando che il camion dei trasporti sarebbe arrivato solo dopo la ricezione del bonifico bancario.

La contrattazione procede, le due parti trovano un accordo e nella casella di posta di Franco arriva un avviso di avvenuto bonifico dell’importo di 550 euro, 190 più del pattuito. La somma aggiunta rappresenta, secondo la versione di Jorge, una “spesa di controllo fiscale”, una tassa che Franco avrebbe dovuto restituire al compratore per poter entrare in possesso del valore dei mobili venduti.

La somma non viene accreditata e Jorge non accetta l’attesa di tre giorni lavorativi per la ricezione del pagamento: “Voleva immediatamente questi strani 190 euro – commenta Franco – ci siamo sentiti telefonicamente ma la situazione era sempre meno chiara. In banca mi avevano messo in guardia su casi simili e mi hanno consigliato di non effettuare alcun pagamento prima di vedere effettivamente i soldi sul mio conto”.

Jorge, a questo punto, perde la pazienza e prova ad intimorire il venditore con accuse di frode e minacciando di querela per “abuso di fiducia”.

Il giorno dopo, sulla casella di posta elettronica di Franco, arriva effettivamente una mail, oggetto: “Procedura Giudiziaria”, anticipato e seguito da diversi punti esclamativi. Il mittente usa una mail chiaramente falsa, spacciandosi per l’Interpol (police.interpol.baf@gmail.com).

Il corpo della mail è un confuso e a tratti illeggibile testo in caratteri maiuscoli in cui si invita Franco a inviare la somma di denaro “o andate pagate una penalità fiscale di 20.500 euro”, e ancora, “adesso voi dovete mandare una mail di conferma a la banca che tra 1 oretta fattero il pagamento per evitare tutto problema”.

“Mi sono fatto una grossa risata leggendo quella mail – conclude Franco – Se prima avevo il dubbio, ora ho la conferma che si trattava di una truffa. Ci hanno provato”.

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