Dalla Puglia al mondo. Da Molfetta, il comune italiano con il più alto numero di emigrati all’estero registrati all’Aire (Associazioni Italiani Residenti all’Estero) ad Hoboken, nel New Jersey. Grande successo per la festa della Madonna dei Martiri che quest’anno ha raggiunto 96 anni di tradizione oltreoceano. Ovunque ci sia una comunità di emigrati molfettesi si valorizzano i festeggiamenti per la devozione alla Madonna dei Martiri, che si tengono in ben otto luoghi nel mondo: Molfetta in Italia, La Boca a Buenos Aires, in Argentina, Hoboken nel New Jersey, negli USA, Adelaide, Sydney, Port Pirie, Fremantle eTuncurry in Australia.
Quella dei molfettesi emigrati negli Stati Uniti d’America è una comunità molto numerosa, che conta circa 38mila abitanti, considerando solo la prima e la seconda generazione. A parlare dei festeggiamenti che si sono svolti ad Hoboken è Roberto Pansini, fondatore del brand “I Love Molfetta”, presidente dell’associazione Oll Muvi, nominato qualche mese fa International Ambassador della Società della Madonna dei Martiri di Hoboken per l’impegno in numerosi progetti che hanno visto protagonisti gli emigrati molfettesi nel nord America.
“Negli anni ’50 e ’60 la sola Hoboken contava oltre 20mila molfettesi – esordisce – e il legame con la terra d’origine è stato forte sin da allora”. A quei tempi, la festa della Madonna dei Martiri veniva celebrata in dimensioni ridotte, come una festa di quartiere. Nel 1999 è stata rilasciata alla Società della Madonna dei Martiri e all’Hoboken Italian Festival la concessione per portare la festa sul lungomare di Hoboken, per portare il simulacro della Madonna nelle acque del fiume Hudson, su traghetti.
Questo anche grazie alla volontà del sindaco di Weehawken, Richard F. Turner, molto vicino alla grande comunità dei molfettesi negli USA. Oggi ad Hoboken sono poche le famiglie di molfettesi rimaste perché la città è cambiata, è diventata la “Beverly Hills” del New Jersey e il costo della vita è aumentato in modo notevole.
“I molfettesi si sono trasferiti nelle città vicine tra cui Weehawken, Little Ferry, Moonachie, Lodi, molti vivono a una distanza di due tre ore da Hoboken – spiega Pansini – ma la festa della Madonna dei Martiri non si sposta da Hoboken, punto d’approdo dei primi emigrati molfettesi e sede della Società Madonna dei Martiri, posizionata su 332 Adam Street”.
Hoboken è infatti una città cosmopolita, ben collegata alla Grande Mela e chiamata anche il “giardino” del New Jersey, perché consente di prendere una pausa dalla vita frenetica.
“I festeggiamenti della Madonna dei Martiri sono molto sentiti negli USA – continua Pansini – perché la Madonna dei Martiri è definita la ‘mamma’ che protegge i molfettesi sotto il suo manto rosso”.
La festa della Madonna dei Martiri unisce religione, tradizione e folklore e ha un forte legame con la cultura italiana. Oggi è la più grande festa italiana organizzata nello stato del New Jersey. C’è la novena, in cui ha fortemente creduto don Giuseppe de Candia, che per oltre quarant’ anni è stato presente alla celebrazione in America ed oggi è presidente onorario della Società della Madonna dei Martiri di Hoboken. La novena precede tutti i festeggiamenti dalla durata di quattro giornate, con un’utenza di oltre 120mila partecipanti sul Frank Sinatra drive, allestito con stand e luminarie pugliesi che arrivano direttamente dalla Puglia per una luce diversa e calda.
I momenti caratteristici sono diversi: dalla vestizione con l’oro donato alla Madonna, che si prepara il giorno prima della festa in chiesa sino all’uscita dalla chiesa di San Francis. La lunga processione attraversa le strade di Hoboken, dove si respira aria di fede e tradizione, fino a raggiungere la zona del porto, dove avviene l’imbarco del simulacro della Madonna sul traghetto. Per un’ora il traghetto naviga nelle acque del fiume Hudson, raggiunge la zona di Ground zero, dove tutti si raccolgono in preghiera, mentre i Presidenti della festa lanciano dei fiori in mare per non dimenticare il dolore dell’11 settembre.
Durante le quattro giornate di festa, si susseguono diversi appuntamenti di intrattenimento. Dai concerti dedicati alla musica italiana, ai classici americani sino alla musica per i giovani. Tutto tra bancarelle di cibo italiano e gadgets italiani con tanto di tricolore. “È una festa che fa sentire tutti a casa – conclude Pansini – anche a chilometri e chilometri di distanza, l’invito è quello di viverlo personalmente perché si apprezza quello che i nostri emigrati oltreoceano hanno costruito con rispetto e con Molfetta nel cuore”.








