“Chi sa ridere è padrone del mondo”, affermava Leopardi, e i ragazzi del liceo scientifico Scacchi di Bari lo hanno preso in parola. Da lunedì 27 marzo sino al primo aprile, ‘studenti-modello’ – è il caso di dire – stanno sfilando per i corridoi della scuola esibendo mise che fanno concorrenza ai migliori stilisti, per la settimana della moda scolastica, un evento nato ormai da qualche anno.
A febbraio già il Panetti-Pitagora aveva sfidato le passerelle di Milano, Londra, New York e Parigi a colpi di look bizzarri e decisamente stravaganti. Ora è il turno dello Scacchi. Ogni giorno un abbigliamento diverso, rispettando le tematiche concordate tra i rappresentanti degli studenti, che avevano sondato il mood della base, corpo docenti e la dirigenza. Ecco la tabella di marcia: lunedì sport, martedì mestieri con la propria iniziale, mercoledì trap, giovedì anni ‘80, venerdì personaggi storici, sabato business.
Nessuno studente si è tirato indietro: ognuno ha dato sfogo alla propria creatività e al proprio modo di essere e interpretare le tematiche “per esprimere la nostra fantasia e suscitare il sorriso nei compagni”, afferma Vincenzo Patino della V C. Dietro il banco si è seduto un macellaio, o una girl band, o i “per niente invecchiati” dagli anni ‘80 Sandy e Danny di Grease. Oggi persino un professore ha deciso di salire in cattedra con la tunica da antico romano. Ma non gongoliamo troppo: si può prender subito spunto per una bella lezione di storia romana e archeologia sperimentale.
La preside Chiara Conte, entusiasta dell’iniziativa, dice: “La moda è espressione di individualità oltre che espressione culturale: sta a significare comunicare la propria personalità ed esprimere quello che ognuno di noi è. Farlo in maniera, sì, estrosa, ma garbata dà l’idea di quello che può essere un fattore di intelligenza emotiva e sociale”.
È con questo spirito che il liceo Scacchi ha deciso di proporre la sua ‘Settimana della moda’. Concordano con la preside Enrico Maria Tatulli e Elena Mancino di classe V C. “La scuola deve essere il perfetto momento di sintesi tra apprendimento e crescita personale. Affinché questo accada è necessario, come già sostenuto da Quintiliano nelľInstitutio Oratoria, riconoscere il valore del gioco per lo sviluppo dell’intelligenza”.
Una decisione che, quindi, non si ferma al mero travestimento, dietro cui invece si cela un bisogno impellente dei ragazzi di oggi. “Noi adolescenti, dopo anni di Dad, avevamo necessità di riprendere a sorridere, essere padroni del nostro mondo, proprio come Leopardi, e vivere con spensieratezza questi anni che rimarranno per sempre impressi nella nostra memoria”, continua Vincenzo Patino. E se, nonostante tutto, nonostante il gioco, persino Marco Aurelio deve sedersi per affrontare il compito di latino, allora è proprio vero quello che gli antichi dicevano: “prima il dovere e poi il piacere”.








